Borchie a delimitare gli spazi riservati ai tavoli all'aperto, che saranno pagate dagli esercenti, ombrelloni rigorosamente bianchi nelle piazze storiche, anche colorati nel resto della città. E poi sedie, dehors, tavoli differenti a seconda che il locale si trovi in una piazza o via di pregio, nella città storica o in periferia. È pronto il catalogo ufficiale per gli arredi esterni di bar e ristoranti. L’assessorato al Commercio ha lavorato in questi mesi con la Sovrintendenza capitolina e le associazioni degli esercenti per arrivare ad una soluzione il più possibile condivisa che una volta per tutte stabilisse cosa può essere messo fuori dai locali e cosa no. Lunedì ci sarà l’incontro decisivo con la Sovrintendenza Statale, l’ultimo step da superare per l’assessore al Commercio, Marta Leonori, prima di dare via all’iter che porterà all’approvazione definitiva del decalogo. La novità più importante riguarda la divisione della città in tre zone, appunto vie e piazze di pregio, città storica e periferia. Ogni area avrà a disposizione una serie di soluzioni cui attenersi, con tanto di figure e fotografie dei diversi tipi di sedie, tavolini e ombrelloni. «L’esercente che farà una nuova domanda di osp – spiega Leonori – se sceglierà uno degli arredi da noi proposti potrà ottenere l'autorizzazione in modo molto più semplice e veloce». Ci saranno poi due tipi di borchie a delimitare il perimetro dell'occupazione di suolo pubblico, una di ottone per piazze e vie di pregio, l'altra di colore acciaio per la città storica e la periferia. Si supera in questo modo il problema delle strisce verdi, che il I Municipio aveva provveduto a far disegnare in terra di fronte ad alcuni locali ma che sono state bocciate dalla Sovrintendenza. A proposito di bocciature, via ombrelloni con mantovana e tiranti nelle piazze e vie di pregio mentre gli arredi colorati saranno possibili soltanto nel resto della città. Sì ai famosi «funghi» caloriferi che avevano fatto discutere ai tempi dell’ex sindaco Alemanno, così come alle fioriere che dovranno però insistere all’interno dell'occupazione di suolo pubblico. Tornano, invece, i portamenù (eliminati dalla precedente amministrazione), purché non superino un'altezza di un metro e 60 e una larghezza di 0,60 e siano anche questi posti all'interno del perimetro di occupazione. Previste misure minime e massime per gli ombrelloni che, in caso di occupazione di profondità inferiore a due metri, non possono estendersi oltre lo spazio delimitato. Per quanto invece riguarda le coperture laterali, le associazioni degli esercenti hanno avanzato alcune proposte che saranno messe al vaglio della Sovrintendenza. Soddisfatti Confcommercio e Confesercenti, che aspettano comunque la stesura definitiva del catalogo. Intanto la Confesercenti allarga la base associativa firmando domani un patto federativo con la Lupe. «In questo modo arriviamo ad associare l’80% degli esercenti romani», dichiara Valter Giammaria, presidente di Confesercenti Roma.
I dehors avranno le borchie
Ombrelloni bianchi in centro, colorati in periferia. Sì ai «funghi»
