Roma Capitale

«Via politici e malavitosi» I sogni lasciati sull’albero

Laura Candeloro Cartoline natalizie da Termini. Ironici o romantici, i messaggi d'auguri che addobbano il tradizionale abete di Natale dinnanzi alla stazione Termini, specchio di passeggeri...

Cartoline natalizie da Termini. Ironici o romantici, i messaggi d'auguri che addobbano il tradizionale abete di Natale dinnanzi alla stazione Termini, specchio di passeggeri disillusi e smarriti. L'«Albero dei desideri» diventa il termometro dei sentiment di italiani e non. Istantanee emotive lasciate da viaggiatori e passanti di tutte le nazionalità, da Nord a Sud dello Stivale. Capannelli di curiosi si susseguono a sbirciare fra i bigliettini, fra sorrisi sornioni. A lasciare un augurio, tanti giovani, bambini e adulti. Non mancano bigliettini in lingua straniera. Lavoro, amore e felicità, salute e successo, al top della lista dei desideri appesi fra i rami. «Caro Babbo Natale porta via il disagio da Termini», «..combatti la corruzione per dare pace al mondo», «Regala a questo Paese un po’ di speranza» - sono tra le richieste più accorate. «Caro Babbo Natale togli il governo che ruba i soldi di Italia» - si legge in un italiano stentato - «Caro Babbo Natale se sei di sinistra portati Renzi in Lapponia e congelalo per sempre». E poi: «Caro Natale via i politici e la malavita, solo benessere per questa povera Italia». «Caro Babbo Natale porta via questi papponi dal governo che rubano solo e l'Italia va a pezzi», «Mi basta un lavoro e visto che ci sei, dai una coscienza a chi ci governa». Se i bambini chiedono giocattoli e serenità per i propri genitori, crescendo, sotto l'albero si vorrebbero trovare via via una laurea, l'amore, il lavoro, e un figlio. «Caro Babbo Natale, fammi trovare sotto l'albero questa benedetta laurea e una ragazza», scrive Mattia. C'è chi chiede di «riuscire a superare i miei limiti e avere la mia indipendenza economica e so che raggiungere questi obiettivi è direttamente proporzionale al mio impegno ma un aiuto non fa male». E il dono più grande: «Mi piacerebbe che portassi Cicciobello da amare con tutta me stessa. PS: Non intendo il bambolotto, ma un bimbo vero». E poi note poetiche: «Credo che ci sia qualcosa chiuso a chiave. E che se smetti di sperare inizi un pò a morire. Sono sempre i sogni a dare forma al mondo. Credici un po’ di più. Davvero».

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