Roma Capitale

Senza presepe ma con i vu’ cumprà

Reportage fotografico del senatore Gasparri sul degrado di piazza Navona «Scomparse le bancarelle i romani si aggirano cercando il Natale rubato».

Reduce da incontri con i disagiati cittadini di Corviale, San Basilio e Giardinetti, ho fatto da «inviato» in Centro. Via da piazza Navona le bancarelle del degrado, ha urlato lo sconcertante sindaco Marino, che prende contributi elettorali da Buzzi e parcheggia in sosta vietata. Gli fa eco la presidente del Primo Municipio, esponente Pd sostenuta con fondi coop Buzzi, a sua volta destinatario di appalti in zona. Ma sì, facciamo un bel deserto a piazza Navona e vediamo l’effetto che fa. Ovviamente nessuno sconto a chi non rispetta le regole, ma dal gennaio scorso ad oggi non si potevano gestire meglio le cose con le organizzazioni del commercio? Domenica mattina ho fatto un giro a piazza Navona e dintorni. Scomparso il 90% della tipiche bancarelle, la piazza è stata defitivamente conquistata dai clandestini che alimentano traffici illegali di merci contraffatte e gadget di ogni tipo. A decine, come si vede nelle foto. Con pochi e demotivati vigili, sostanzialmente impotenti e spinti dalla mia presenza a qualche sporadico intervento. Nessuna traccia del presepe. Lo sostituiranno con gazebo informativo di Hamas e Stato islamico? Con ben altra decisione il Comune affrontò alcune settimane fa i tavolini del ristoranti, smantellati con autentiche guerre, soprattutto nella zona di via Tor Millina. Ed ora via i tavolini, dilagano i clandestini. Pure un locale storico, il Bar della Pace, avviato alla chiusura anche per l’ignavia dell’assessore al Commercio, è assediato da clandestini che vendono borse, come si vede nella foto. Scomparse le bancarelle della Befana, tramite decimazione, romani e turisti, affranti (con molti ho parlato durante il giro fotografico) si aggirano cercando il Natale rubato da Marino. E certi vicoli sono diventati da tempo latrine multietniche a cielo aperto a tutte le ore. Con depositi abusivi di vucumprá extracomunitari. Meno tavolini e bancarelle e più escrementi per tutti. Vietato smerciare rigatoni, ma campo aperto alle evacuazioni. Crudezza da girone dantesco. La periferia muore ma il centro non sta meglio.

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