Il distributore di Corso Francia non era solo il luogo dove si davano appuntamento l'ex estremista nero Massimo Carminati e gli altri esponenti di spicco di 'Mafia Capitale'. Era anche il punto di contatto tra soggetti, in parte legati allo stesso sodalizio, autori di una frode all'erario di oltre 7 milioni di euro per l'acquisto di 11 milioni di litri di gasolio destinati a una nave, la 'Victory I', in realta' affondata un anno fa. Così sei persone, i rappresentanti legali di tre societa' e tre ufficiali della Marina Militare, sono finite in manette: per il gip Alessandro Arturi, che ha accolto le richieste del pm Mario Palazzi, si tratta di soggetti "dalla caratura criminale di notevole spessore" che nella Capitale avevano localizzato "il cuore pulsante della consorteria e del piano delittuoso". L'operazione è stata effettuata dal Nucleo di polizia tributaria di Roma. Al centro degli accertamenti, l'esistenza di un'associazione specializzata nelle frodi nelle pubbliche forniture, che aveva organizzato, solo cartolarmente però, la consegna di milioni di litri di prodotto petrolifero presso il deposito della Marina Militare di Augusta in Sicilia. La Finanza ha scoperto che lo stratagemma utilizzato consisteva nell'attestare falsamente il rifornimento dei depositi siciliani per mezzo della nave cisterna che in realta' era naufragata nel settembre 2013 nell'Oceano Atlantico, tanto che alcuni componenti dell'equipaggio risultano ancora oggi formalmente dispersi. Il carburante veniva fornito documentalmente dalla ditta danese O.W. SUPPLY A/S, riconducibile a Lars P. Bohn, destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare e titolare di un appalto con l'Amministrazione della Difesa, che si avvaleva della collaborazione di due società italiane quali broker, la Global Chemical Broker di Massimo Perazza e la Abac Petroli di Andrea D'Aloja, anche loro destinatari di un provvedimento cautelare perché ritenuti complici di Bohn. Mario Leto, capitano di Corvetta della Marina Militare, nonche' capo deposito della Direzione di Commissariato Militare Marittimo di Augusta, e Sebastiano Di Stefano, primo maresciallo della Marina Militare, capo Reparto Combustibili della medesima Direzione, erano invece i punti di contatto dell'associazione presso il porto di Augusta. Anche loro sono stati arrestati perche' accusati di aver predisposto tutta la falsa documentazione necessaria alla realizzazione delle fittizie forniture. Manette anche per il maresciallo della Marina Salvatore Mazzone che assieme al collega Salvatore De Pasquale avrebbe attestato falsamente l'avvenuta consegna del carburante ovvero la sua certificazione. Dal canto suo, la Marina sottolinea che "la trasparenza amministrativa e l'integerrimo comportamento del proprio personale rimangono punti fermi nell'ambito del quale gli organi tecnici e di sorveglianza della Forza Armata continuano ad esercitare la massima attenzione in collaborazione con le forze dell'ordine e l'autorita' giudiziaria, sia ordinaria che militare".
Mafia Capitale, arrestati tre ufficiali della Marina Militare
Altre 6 persone in manette: frode all'erario per l'acquisto di 11 milioni di litri di gasolio destinati alla "Victory I", una nave affondata nel 2013
