Roma Capitale

Merendine ammuffite e mini porzioni I piccoli tenuti a stecchetto nelle mense

Bambini tenuti a stecchetto neanche fossero obesi, tra menù europei e porzioni invisibili. Amareggiati, è il caso di dirlo, da un dolce che - quando arriva - è una merendina ammuffita da regalare al...

Bambini tenuti a stecchetto neanche fossero obesi, tra menù europei e porzioni invisibili. Amareggiati, è il caso di dirlo, da un dolce che - quando arriva - è una merendina ammuffita da regalare al secchio. E’ successo ieri in una scuola elementare di Dragona ed è una scena che si ripete quotidianamente in ogni mensa di scuole materne ed elementari della Capitale. «Non bastava il menù europeo che due volte al mese fa mangiare agli alunni piatti unici senza alcuna alternativa – spiega Alessandra, mamma di uno dei tanti piccoli tenuti a dieta forzata - Io personalmente parlo per la "Leonori” di Acilia, ma so che il problema è lo stesso ovunque a Roma: le porzioni sono misere, al punto da esser state più volte fotografate dalle stesse maestre, anche loro a pranzo nelle mense di ogni scuola. L’altro giorno, per il menù europeo, i bambini hanno mangiato il tipico piatto londinese ‘fish and chips’: due crocchette di pollo con tre patatine. Quando è tornato a casa, mio figlio mi ha gridato che aveva fame, senza primo e senza frutta che tra l’altro, quando c’è, è pure mal conservata. Ieri le banane erano marce, le merendine alla scuola Traiano ammuffite. Ma perché andiamo sempre peggio?». L’indignazione tra le mamme e le maestre sta montando a tal punto da aver dato vita ad un vero e proprio tamtam sui social network e aver riempito la scrivania dell’assessore comunale alla Scuola Alessandra Cattoi di centinaia di lettere di protesta. «Sulla pagina facebook dell’assessore sono tantissime le lamentele pubblicate anche da mamme solitamente contente del servizio e attente alla morigeratezza dei figli a tavola – conferma un’altra mamma, Maria Gemma -. Nella scuola "Clementina Perone", in zona Aurelio Boccea, l’altro giorno hanno servito una salsiccia con un mestolo di purè alle maestre e mezza salsiccia ai bambini. Mio figlio, uno di quelli che per farlo mangiare va pregato a suon di aerei e canzoncine, torna da scuola con i crampi per la fame». Da Ostia a Boccea, dall’Eur ad Acilia il problema dei menù europei senza primo né frutta e delle pietanze quotidiane degne del celebre film con Renato Pozzetto «Sette chili in sette giorni», è sempre più sentito. «Non si tratta tanto di qualità, perché il sapore dei cibi non è male – spiega Eleonora, mamma e membro della commissione mensa che in ogni scuola ha il compito di controllare il servizio - La questione è semplicemente la grammatura estremamente ridotta delle porzioni. Da quando hanno cambiato l’appalto della mensa, a gennaio scorso, nella scuola "Leonori" di Acilia il secondo è un miraggio. Risicato al punto da sparire tra le solite verdure offerte (carote, finocchi e patate) da un monotono servizio. Tra le altre cose, al posto dei panini con il prosciutto che venivano dati prima, oggi i bambini fanno merenda con plumcake confezionati e di dubbia qualità». Il consigliere comunale Ignazio Cozzoli, che nei giorni scorsi si è interessato alla vicenda anche in qualità di papà di uno dei tanti alunni costretti alla dieta, ha formalmente depositato una richiesta di audizione urgente in commissione scuola all’assessore Cattoi. «Ma ancora niente – spiega Cozzoli - neanche una risposta».

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