Roma Capitale

La Nuvola dell’Eur Spa a rischio fallimento

Allo scopo di evitare il fallimento l’Ente del ministero chiede al Tribunale il «concordato in bianco»

Bandiera bianca all’Eur spa. Del resto già in crisi per i mancati finanziamenti per completare la faraonica Nuvola di Fuksas. Dopo un consiglio di amministrazione andato a vuoto e la convocazione dell’Assemblea staordinaria dell’altro ieri che si è tenuta al Ministero dell’Economia e Finanze (socio di maggioranza con il 90% delle quote) ieri l’annuncio della richiesta del «concordato in bianco» al Tribunale di Roma. Un piano di salvataggio per evitare il fallimento. A darne notizia lo stesso Ente Eur in una nota. «Si è riunito in data odierna (ieri ndr) il Consiglio di Amministrazione di Eur SpA che, preso atto dell’esito dell’Assemblea Straordinaria del giorno 9 dicembre scorso e dell’incontro avuto in sede tecnica con il Ministero dell’Economia e delle Finanze da cui è emerso un chiaro orientamento sulla strategia da tenere, ha deliberato di chiedere l’ammissione allo strumento di legge del concordato in bianco al Tribunale di Roma. La procedura concorsuale cautelerà la società, che dovrà predisporre, entro almeno 60 giorni - precisa ancora la nota - con eventuale proroga concessa dal giudice preposto, un piano di ristrutturazione. In questo contesto, l’organo amministrativo resterà in carica e per tutti gli atti di straordinaria amministrazione sarà affiancato da un commissario giudiziale nominato dal Tribunale. Il piano dovrà individuare le possibili soluzioni per dare continuità alla sua funzione costitutiva ed al completamento delle opere in corso. L’intera procedura condivisa sarà seguita con attenzione dal Ministero dell’Economia e delle Finanze». Sulla delicata vicenda il presidente, Pierluigi Borghini: «Tra le soluzioni che Eur spa sta valutando per risolvere la situazione societarie ci sono la ricapitalizzaizone e la vendita degli asset». Tra gli asset che potrebbero essere ceduti, Borghini ha menzionato l’albergo Lama, «che è già in vendita» ma che non riesce a trovare acquirenti perché intrappolato tra due opere incompiute, «il Centro congressi di Fuksas - ha detto Borghini - che ha superato l'80% della realizzazione e le torri della Fintecna». La richiesta di concordato in bianco «ci consente di prendere tempo. In questo modo, per quattro mesi non saremo aggrediti dai fornitori. Non c’è stato un aggravamento della situazione finanziaria ma nemmeno un miglioramento, per questo l’assemblea dei soci ha deciso di percorrere la strada del concordato che ci consente uno stand-by per avere il tempo di elaborare un piano di ristrutturazione individuando le soluzioni migliori». Al centro della bufera finanziaria dell’Ente la mancata realizzazione della Nuvola di Fuksas e del fallimento totale di quel nuovo polo congressuale che, ideato nel 2002, è andato via via esaurendosi ancor prima di vedere luce. Per terminare l’opera sono infatti indispensabili 133 milioni di euro che, al momento, i soci pubblici, cioè Mef e Comune di Roma (che detiene il 10%) non sono intenzionati a versare. Un’opera mastodontica che ha visto negli anni lievitare il costo di realizzazione da 130 a 430 milioni di euro.

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