Roma Capitale

«Sparito» il presepe. Ecco il giallo di Natale

L’associazione Piazza di Spagna chiede lumi: il Campidoglio tace, il I Municipio si sfila

Dove è finito il presepe di Trinità dei Monti? Nessuno lo sa, in Campidoglio tacciono, il I Municipio sostiene che non è una questione di sua competenza, l'associazione dei commercianti di piazza di Spagna ha provato più volte a chiedere lumi ma anche per Roberto Whirt, il presidente, non c’è stato nulla da fare: il presepe è avvolto in una nuvola di mistero. Di certo in passato di questi tempi era già stato allestito e si faceva ammirare da romani e turisti; quest’anno, invece, non ci sarà neanche l’albero che da tempo trova posto a metà della scalinata di piazza di Spagna. «Nessuno sponsor privato ha voluto finanziare l'albero – spiega Whirth – perché sulla scalinata uno sponsor già c'è, Bulgari (che ha stanziato il restauro di Trinità dei Monti con 1,5 milioni , ndr) e nessuno altro si è voluto aggiungere al marchio. Ho chiesto a Bulgari se poteva addobbare e illuminare la scalinata ma la Sovrintendenza ha detto di no». Così niente albero e, forse, nessun presepe. Eppure da anni Roma si riconosce sotto Natale anche per la «triade capitolina» dei presepi di ambientazione romana a piazza Navona, a Trinità dei Monti, e sulla piazza del Campidoglio. Il primo ad essere allestito fu il presepe di piazza Navona (che è possibile amminare anche quest’anno) al quale nel 1965 seguì quello sulla scalinata di piazza di Spagna. Ambientazione e personaggi erano ispirati alla Roma ottocentesca, di Bartolomeo Pinelli. Un patrimonio prezioso per la città avvolto in una nuvola di mistero, che diventa anche l'occasione perché, di nuovo, un’associazione di commercianti del centro storico punti il dito contro il sindaco Marino. Dopo il non invito all’inaugurazione delle luminarie di via Condotti da parte del presidente dell'associazione di strada, Giovanni Battistoni, ora è la volta di Whirth che scherza, ma infondo non troppo, con il primo cittadino: «Forse Marino un presepe non lo ha mai visto...», una battuta al veleno che la dice lunga sui rapporti più che tesi tra commercianti del centro e Campidoglio. «Non mi era mai capitato di non riuscire ad interloquire con un sindaco – incalza – ho provato decine di volte ad avere un contatto, un dialogo con Marino senza essere degnato di una risposta. Ormai ho smesso di cercarlo, spero solo nel prossimo sindaco». E ancora «il sindaco deve capire che il centro di Roma è il biglietto da visita di questa città e invece chi viene in questi giorni a visitare Roma si trova di fronte centinaia di abusivi, poche luci e addobbi e tutti finanziati dai commercianti, presepi che si contano sulle dita di una mano e che invece sono parte integrante della storia e tradizione di questa città». Ci si potrà sempre "consolare" con la mostra 100 presepi nelle sale del Bramante a piazza del Popolo e con il secolare «presepe dei netturbini», presso l’Ama di via dei Cavalleggeri.

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