Finanziare la politica era un passaggio rilevante per l’organizzazione criminale. Iniezioni di denaro contante che partivano dalle cooperative riconducibili al boss della Capitale, Massimo Carminati, che finivano nelle casseforti dei vari candidati che di volta in volta tentavano di avvicinare. Tra questi ci sono anche i politici direttamente coinvolti. C’è un contributo 24mila euro alla Fondazione Cinema per Roma, 10mila euro al Comitato Bonino,da 10mila euro partito dalla Eriches e finito a Daniele Ozzimo, ex assessore comunale. Ci sono anche i due bonifici compiuti in favore della lista civica del sindaco di Roma, Iganzio Marino, per 30mila euro. Poi ci sono i versamenti per 5mila euro per i candidati Erica Battaglia, Nicola Gallo e Luigi Nieri, l’ex vice sindaco ampiamente citato nell’incartamento giudiziario della Procura della Repubblica. Dagli atti, infatti, emergono una serie di contatti e rapporti – tutti da chiarire – tra la politica e il tridente del boss Carminati: Salvatore Buzzi, braccio imprenditoriale, Fabrizio Testa, che curava i rapporti con la politica, e Luca Odevaine, che aveva la duplice funzione di tessere contatti di natura «clientelare» sia con la politica sia con i funzionari dello Stato, soprattutto del Viminale. Ed era proprio col ministero dell’Interno che la «cricca» voleva stringere contatti per foraggiare gli interessi imprenditoriali legati al business dell’immigrazione sia a Roma e provincia sia nel resto d’Italia. Tra i contributi, infine, sono registrati anche quelli per 15mila euro in favore dell'ex sindaco Gianni Alemanno, indagato nell’inchiesta per associazione mafiosa, e per 2mila 500 euro per Sabrina Alfonsi.
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