Roma Capitale

Quei contatti «in alto» per fare il pieno di profughi

Così la cricca cercava l’appoggio di politici influenti e funzionari di Governo Odevaine uomo chiave. Voleva arrivare a Renzi, Boldrini e convincere Veltroni

Volevano arrivare al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e al Quirinale. Dialogare al Viminale col ministro Angelino Alfano e il suo vice Filippo Bubbico, chiedere l’interessamento dell’ex sindaco di Roma Walter Veltroni e del sottosegretario Giuseppe Castiglione. Poi volevano convincere della validità dei loro progetti il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, parlando direttamente con i prefetti Mario Morcone e Domenico Menzione. Tentare di coinvolgere nei loro piani di scalata imprenditoriale il senatore Francesco Aracri (Forza Italia) e il deputato Gianfranco Sammarco (Ncd). E tutto, per gestire il numero più alto possibile di profughi, in tutta Italia.     IL MANOVRATORE Più immigrati sbarcano, più cresce il business. Così il 2 aprile di quest’anno, quando sulle coste siciliane arrivano 900 disperati, la cricca si mette in moto: «Se vengono dalla Siria è inutile prenderli perché scappano - dice Luca Odevaine a Mario Schina in un’intercettazione - ... se sono fotosegnalati cuol dire che vogliono rimanere... se non sono fotosegnalati è inutile, perché sbarcano e scappano». Il perché è semplice: gli immigrati staranno più tempo nei centri d’accoglienza e questo, per la cricca, significa, più denaro. Sarebbe stato Odevaine il «perno» di Buzzi & Co. per creare nuovi Cie (Centri identificazione ed espulsione), Cpt (Centro di permanenza temporanea), Cara (Centro accoglienza richiedenti asilo) all’interno del sistema nazionale Sprar per richiedenti asilo e rifugiati. La sua posizione è tra le più delicate nell’inchiesta Mafia Capitale coordinata dal procuratore capo Giuseppe Pignatone. Stando agli accertamenti investigativi dei carabinieri del Ros del Lazio, Odevaine avrebbe avuto un filo diretto col boss Massimo Carminati. Un legame così saldo da costargli l’accusa per associazione mafiosa. Forte del suo ruolo di membro del Tavolo di coordinamento per la gestione dell’emergenza migratoria del Ministero dell’Interno, avrebbe «veicolato» verso «gli organi centrali dello Stato» gli interessi di singoli imprenditori. Avrebbe indirizzato gli immigrati «verso strutture (…) con particolare propensione per la Regione Lazio» dove orbitavano gli interessi degli imprenditori legati al boss Carminati: Salvatore Buzzi, Sandro Coltellacci e Mario Schina.     GLI INCONTRI AL VIMINALE Il tentativo di dialogare con i vertici del Viminale è ben delineato in un’intercettazione captata lo scorso 28 marzo negli uffici della coop. 29 giugno, a Roma. Alla tavola rotonda siedono Buzzi, Emilio Gammuto, Claudio Caldarelli, Carlo Guarany e Carminati. Dalla conversazione emerge tutta «l’agenda» di incontri che il presunto sodalizio aveva fissato. Tra questi, stando a quanto afferma Caldarelli, un incontro col capo segreteria del vice ministro all’Interno, Filippo Bubbico. «Allora - dice Caldarelli a Buzzi - appuntamento de mercoledì al Viminale, te lo sei segnato?...Alle 10..». «Mercoledì?», risponde Buzzi, «alle 10 - precisa l’interlocutore - al Viminale, da Bubbico». «Ma parlamo con Bubbico?», chiede Buzzi, «col capo segreteria», spiega Caldarelli.     PUNTARE A RENZI Un capitolo tutto da ricostruire riguarda la pressioni che Odevaine afferma di voler fare per dare un vantaggio all’imprenditore Silvio Praino, amministratore della Php srl che gestisce la struttura di assistenza sociale in Piazza Armenia a Enna, in Sicilia. La conversazione avviene il 15 maggio scorso nella sede della Fondazione Integra/Azione a Roma. «Al Ministero (dell’Interno, ndr) non si capisce niente stanno completamente nel pallone (…) non si fermano gli sbarchi. Io ieri ho detto al sottosegretario Manzione (prefetto, ndr) perché loro hanno bisogno di un posto... che possa svolgere le funzioni che prima aveva Lampedusa e che non ce l’ha più». Spiega che «ho detto che guardate a Mineo (Sicilia, ndr) non si può fare, non è che io non voglio, è che proprio non si può fare a Mineo una roba del genere». L’obiettivo sarebbe di spostare il tutto a Piazza Armerina. «Castiglione (sottosegretario, ndr) cosa può fare in realtà?», chiede Praino, «io ce l’ho Castiglione lunedì sera a cena da me in albergo». Così Odevaine spiega che è necessario parlare con Manzione. «Ho parlato con Walter Veltroni - illustra all’imprenditore - ieri ho detto Walter, parlaci pure te che questo Manzione è persona molto vicina a Renzi».     PRESSING SU ALFANO Per gestire il Centro di accoglienza per i rifugiati a Castelnuovo di Porto (in provincia di Roma) il ras delle coop rosse Buzzi e l’estremista nero Carminati sarebbero stati ricevuti persino al Quirinale. «Il 19 settembre 2013 - scrivono gli investigatori del Ros - Buzzi informa Carminati che avrebbe incontrato una persona al Quirinale, in relazione all’audizione in Prefettura sul Cara». Dopo un lungo contenzioso amministrativo, l’appalto da 20 milioni di euro va alla cooperativa Auxilium che scalza la Eriches di Buzzi, prima classificata. Buzzi non si arrende: vuole trovare «un contatto politico per agevolare l’accreditamento di una nuova struttura». Cento appartamenti di proprietà dell’immobiliarista Franco Tartaglia, sempre a Castelnuovo di Porto (a 300 metri dal Cara già esistente e operativo), fa al caso suo. Il 14 marzo chiama il collaboratore Carlo Guarany e gli spiega come era maturata la possibilità di aprire un nuovo centro di accoglienza: «Tartaglia si appoggia a Pomarici che è il presidente del Consiglio comunale… c’ha grande stima di noi… e riescono ad arrivare ad Alfano, perché stanno tutti e due su Ncd. Se ad Alfano uno gli propone di fare… praticamente de chiude il Cara e di fare il Cara dove sta Tartaglia noi avremmo fatto bingo capisci… in un accordo con Tartaglia in cui noi stiamo dentro con gestione, proprietà, eccetera … questo è quello che sta tentando di fare… lui mi ha detto "mandame un appunto, che io con questo appunto che mi dai vado da Aracri (Francesco Aracri, senatore di Forza Italia, ndr) e glielo sottoponiamo ad Alfano"». Claudio Caldarelli (anche lui presente all’incontro), in un’altra intercettazione, propone di tenere in considerazione l’onorevole Ncd Gianfranco Sammarco, invece del senatore Aracri, puntualizzando: «Sammarco è il massimo… sta con Alfano a Roma… è l’uomo più forte». Il 13 maggio è lo stesso Buzzi a rivelare, durante una telefonata: «Ieri so’ andato dal sindaco di Castelnuovo di Porto (Fabio Stefoni, ndr) e sponsorizziamo sulla campagna elettorale… 10 mila euro… nemmeno tanto… in cambio lui è disponibile… a venirci incontro».     OBIETTIVO MOLISE Il 7 maggio 2013 Sandro Coltellacci, parlando con Buzzi, in un’intercettazione riferisce di un incontro avvenuto la mattina stessa con Luca Odevaine in merito all’apertura di un centro di accoglienza per i rifugiati a San Giuliano di Puglia (in provincia di Campobasso), incontro durante il quale Coltellacci avrebbe cercato di sponsorizzare le cooperative di Buzzi. «Gli ho detto: "ma scusa Luca, ma perché non ce manni in Molise a noi? Perché mo aprono…". E lui mi ha risposto: "eh, ma li ci stanno i sindaci locali…", dice "perché pure la Boldrini vuole attivà il canale dello Sprar, perché lei pure se rende conto che st’apertura de sti centri ha fatto buttà nel mercato un sacco de gente che s’è improvvisata, come albergatori, gente che non c’entrava un ca..o". Gli ho risposto: "Luca, tu ricorderai che esiste un registro ministeriale per le imprese che possono fare queste cose, da quello che ricordo l’iscrizione ministeriale ce l’ha 29 Giugno (…) Sono 1.500 posti in Molise». Buzzi: «E chi possiamo trovà come interlocutore, là? In Molise? Eh, niente, non c’amo nessuno… Di Pietro! Annamo da Di Pietro». Coltellacci: «In Molise c’è Di Pietro che non fa più un cazzo credo, no? Che fa mo Di Pietro? Non farà più un ca..o, pure al paese suo».     AGGANCIARE MORCONE Per avere l’autorizzazione ad aprire nuove strutture per accogliere gli immigrati, Mafia Capitale vantava di poter fare affidamento sull’amicizia con il prefetto Mario Morcone, ex capo di gabinetto del ministro alla cooperazione Andrea Riccardi. La sua nomina il 18 giugno scorso a capo del dipartimento per l’immigrazione al ministero dell’Interno viene accolta da Odevaine e Schina «come una "buona notizia" - spiegano gli inquirenti - capace di produrre dei benefici a quelli che sono i loro interessi». Odevaine racconta a Schina di aver già parlato con Morcone del centro di accoglienza a Melilli, in provincia di Siracusa. «Mi ha detto: "no, quello non ti preoccupare, intervengo subito". (…) Poi mi ha chiesto: "ah, ma mio figlio si sta laureando, non so in che cosa, mi piacerebbe fargli fare uno stage». Io gli ho risposto: "guarda te lo prendo io in Fondazione, figurati"».     IL GIALLO DELLA SOFFIATA Quando il 12 novembre 2012 la Guardia di Finanza fa irruzione nella sede della 29 Giugno, a Roma, Salvatore Buzzi riferisce a Carminati, riportano i Ros «di aver interessato terze persone affinché, tramite il generale Spaziante, acquisissero motivazioni sull’accertamento fiscale». Saziante ha recentemente patteggiato 4 anni per l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sul Mose di Venezia.

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