Blitz nel campo nomadi. A finire sotto il settaccio delle forze dell’ordine è stato il campo di via Salviati, in zona Tor Sapienza. Ieri mattina gli agenti dell’Ufficio di prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura, in collaborazione con i colleghi dei Commissariati Prenestino e San Basilio, Reparto Mobile, Scientifica, artificieri, cinofili e stradale, hanno effettuato un servizio straordinario di controllo finalizzato alla repressione dei reati in genere. Nel corso delle attività sono state effettuate verifiche all’interno di 54 locali, controllando diverse persone agli arresti domiciliari. In tutto sono state identificate 208 persone e controllati 86 veicoli. Dieci extracomunitari, non in regola con i documenti, sono stati accompagnati presso l’Uufficio Immigrazione per accertamenti sull’identità personale, e la loro posizione e tutt’ora al vaglio. Diverse le contravvenzioni effettuate per infrazioni al codice della strada. A ottobre una famiglia di nomadi, composta da otto persone, è stata allontanata dalla Polizia locale di Roma Capitale sulla base di un’ordinanza decisa perché la permanenza nel campo è stata ritenuta non accettabile date le consistenti somme di denaro trovate in deposito nella loro disponibilità, oltre 50.000 euro. Nel corso dell’allontanamento alcuni componenti della famiglia si sono scagliati contro gli agenti. Dopo una breve colluttazione, nel corso della quale i vigili hanno dovuto far ricorso all’utilizzo di spray in dotazione, uno degli aggressori è stato arrestato con l’accusa di resistenza e lesioni ai danni di un agente della Polizia Locale, altri cinque componenti del nucleo familiare invece sono stati denunciati a piede libero. A settembre dello scorso anno il campo era finito sotto i riflettori per uno sgmobero di alcune streutture che avevano fatto scoppiare il caso, facendo sollevare addirittura la voce di Amnesty International che aveva parlato di «diritti umani violati». All’alba del 12 del mese c’era stato lo sfollamento di 120 rom. Il Campidoglio aveva risposto alle polmiche: «È un provvedimento per garantire le condizioni igienico-sanitarie». Le ruspe reano arrivate alle 7.15 per demolire baracche e container in via Salviati, dove un centinaio di nomadi era andato a vivere dallo scorso giugno dopo essere fuggito dal campo attrezzato di Castel Romano perché, avevano raccontato in molti, si erano verificati episodi di violenza etnica. Ad agosto un altro tentativo di sgombero da parte dell’amministrazione era stato rinviato e la comunità rom aveva affermato in una lettera aperta al sindaco di non voler continuare a «vivere in un ghetto».
Blitz al campo nomadi
Era il covo di immigrati con documenti «falsi»
