Roma Capitale

I precari dei nidi incrociano le braccia. Asili senza maestre

I supplenti a contratto «giornaliero» in rivolta contro il Campidoglio

Sarà un grigio e magro Natale per i supplenti degli asili nido comunali. Lo slittamento dal 1 dicembre al 1 gennaio 2015 del nuovo regolamento imposto dal Comune all’intera categoria è soltanto un palliativo. «Non ce la facciamo più a vivere in questo modo - spiega Santo Merico, un educatore - dopo anni di lavoro precario retribuito con contratti giornalieri. Tranne che nel mese di luglio quando, però, ci fanno due contratti di 15 giorni per non pagarci due sabati». Sono circa seimila i supplenti dei nidi ma effettivi che lavorano 3500. «Anche per questo - continua il nostro educatore che opera nell’VIII Municipio - chiediamo da tempo un corso concorso al fine di realizzare una graduatoria permanente. Per permettere anche un aggiornamento di quella lista che definiamo la terza fascia». Ed ecco spiegato il motivo per cui il nuovo contratto decentrato, secondo i supplenti, li taglierebbe completamente dal mercato. «Fino ad oggi abbiamo coperto un vuoto di organico che persiste da tempo - dice Merico - ora invece allungando il contratto ai titolari (si tratta di un aumento di tre ore che vanno divise nell’arco di una setimana in base alle esigenze) si vuole risparmiare facendo fuori i supplenti. Il nuovo regolamento non prevede il ricorso alla supplenza per l’assenza di una maestra. Lo prevede solo quando a mancare sono due maestre e solo dal secondo giorno di assenza». Una situazione che può essere accettabile in tanti posti di lavoro ma non in un nido dove un solo educatore si può trovare costretto a fronteggiare una trentina di bimbi piccolissimi nello stesso tempo. «Un incubo che abbasserà la qualità del servizio» dicono in coro le titolari, fortemente contrarie all’aumento dell’orario di lavoro. «Negli ultimi incontri con l’assessore Cattoi abbiamo ottenuto almeno la sostituzione in caso di malattia ma è poco - continua Merico - Ecco perché noi supplenti giornalieri di terza stiamo creando disservizi. Vogliamo essere inquadrati in una graduatoria per non essere spazzati via». Dall’assessorato capitolino alla scuola fanno sapere comunque che «i supplenti precari non hanno motivo di temere per il loro lavoro perché il nuovo contratto non li dannaggia». A proposito della graduatoria permanente sottolineano che puntano a una riorganizzazione dei servizi che mira all’efficienza. E che l’intento è proprio quello di abbattere il precariato anche perché tutte le risorse spese per le supplenze potrebbero essere impiegate per le assunzioni. C’è un vuoto di organico di circa 800 unità. E le graduatorie di seconda fascia in questi mesi si sono snellite. L’obiettivo è proprio quello di ottenere una deroga al patto di stabilità per assumere personale precario».

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