Roma Capitale

Piazza Navona, la Befana «vola» al Tar

La battaglia tra gli operatori del tradizionale mercatino della Befana di piazza Navona e l’amministrazione, si sposta nelle aule del tribunale. È stato appena depositato al Tar un ricorso per...

La battaglia tra gli operatori del tradizionale mercatino della Befana di piazza Navona e l’amministrazione, si sposta nelle aule del tribunale. È stato appena depositato al Tar un ricorso per chiedere l’annullamento del bando approvato dal I Municipio su indicazione della Sovrintendenza e chiuso lo scorso 19 novembre. «Una quarantina di pagine – conferma l’assessore al commercio del I Municipio, Iacopo Emiliani - come se i nostri uffici non fossero già oberati di lavoro». Se il Tar dovesse dare ragione ai titolari delle licenze sulla piazza il bando diventerebbe carta straccia e gli operatori potrebbero montare come due anni fa, vale a dire senza neanche doversi conformare al protocollo firmato lo scorso Natale con il Municipio, che aveva l'obiettivo di restituire decoro all’evento. Ma lo scontro tra gli operatori e l’amministrazione ormai si è consumato. Non è forse un caso se ad oggi nessuno dei titolari dei banchi commerciali, nonostante regolare domanda fatta per rientrare nella graduatoria del bando, ha ritirato il titolo per poter montare e cominciare a vendere la propria merce. E a soli tre giorni dall’inizio della Festa sulla piazza c’è soltanto la giostra dei cavalli e parte dei banchi delle attività di intrattenimento e spettacolo. Nessuna traccia di presepi e altro. Una sorta di ricatto degli operatori? Alfiero Tredicine, rappresentante di Confesercenti per il settore degli ambulanti, è stato chiaro: «Abbiamo intenzione di salvaguardare tutte e 115 le postazioni», della serie o tutti o nessuno ed è proprio questo che potrebbe accadere ora che la Sovrintendenza ha imposto il taglio di 42 banchi, fatto sancito anche dal bando. «È chiaro che senza tutti i banchi la Festa non potrà essere la stessa – replica l’assessore Emiliani – ma non possiamo farci nulla, non spetta certo a noi la decisione di ritirare o meno il titolo per poter stare sulla piazza». Resta il fatto che l’8 dicembre, giorno di avvio della manifestazione, i romani potrebbero restare alquanto stupiti dallo spettacolo che si presenterà di fronte ai loro occhi, una piazza semi vuota, una Festa decisamente sotto tono. Ed è forse proprio questo l’obiettivo che vogliono raggiungere gli operatori, senza di loro niente Festa.

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