Roma Capitale

Passeggiata virtuale nell’antico ghetto tra piazze, case e botteghe

Una ricostruzione talmente fedele da riprodurre addirittura le colature delle grondaie, l’intonaco scrostato dei palazzi, le targhe delle botteghe, i lampioni delle strade. È la simulazione...

Una ricostruzione talmente fedele da riprodurre addirittura le colature delle grondaie, l’intonaco scrostato dei palazzi, le targhe delle botteghe, i lampioni delle strade. È la simulazione tridimensionale dell’antico ghetto di Roma presentata ieri nella sede del Museo Ebraico. Non un semplice disegno o una rappresentazione, come ha sottolineato uno dei membri del Gruppo KatatexiLux che ha realizzato il progetto, ma un lavoro scientifico, basato prima di tutto sulle fotografie dell'Archivio Fotografico Comunale che mostrano la città prima e durante le demolizioni attuate in base al Piano regolatore del 1883. Poi sugli acquerelli di Ettore Roesler Franz della «Roma Sparita», preziosi per ricostruire i colori e le condizioni delle case. Il tutto «geolocalizzato» sul Catasto gregoriano per ricavare, grazie a software di correzione prospettica, i dati metrici degli edifici. Il tavolo interattivo, che come ha spiegato la direttrice Alessandra Di Castro da oggi sarà a disposizione dei visitatori del Museo, è stato finanziato grazie a un bando della Rotschild Foundation Europe. Un lavoro, come ha sottolineato il presidente della comunità ebraica Riccardo Pacifici, che potrebbe essere replicato per altri quartieri di Roma e che non è escluso possa sbarcare su internet per una fruizione più ampia. La particolarità della ricostruzione è che permette di comprendere in quali condizioni hanno vissuto per tre secoli gli ebrei rinchiusi nel ghetto. Istituito nel 1555, ospitava all’inizio circa 3000 ebrei che erano diventati 7000 al momento della demolizione, nel 1883, su tre ettari. Non potendosi espandere in larghezza, le case crescevano in altezza: esistevano palazzi di otto piani ma anche superfetazioni lignee, come balconi e ballatoi, dove venivano «trasferite» funzioni per lasciare più spazio nelle stanze interne. Un posto tutt’altro che salubre: basta vedere le case che sorgevano dove attualmente corre Lungotevere dei Cenci per capire come erano soggette alle esondazioni del fiume.

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