Roma Capitale

Piazza Navona «perderà» la Befana

Gli ambulanti contro il taglio dei banchi deciso dalla Sovrintendenza. Non ritirano le autorizzazioni per il mercatino. E oggi è l’ultimo giorno

La Festa della Befana di piazza Navona rischia di saltare. E con lei una tradizione che si ripete da quasi cento anni. A quattro giorni dall’avvio ufficiale del mercatino più famoso di Roma non c’è traccia di banchi da allestire, fatta eccezione per la giostra dei cavalli e per le 12 postazioni degli spettacoli viaggianti. Ma, soprattutto, nessuno dei 72 titolari dei banchi che avrebbero la possibilità, chiuso il bando, di ritirare il titolo, si è fatto avanti negli uffici del I Municipio. Un passo indietro. Dopo tante polemiche e un diktat della Sovrintendenza, il Municipio ha dovuto fare un bando per assegnare 72 posteggi di attività commerciali contro i 115 che erano fino all'anno scorso. Questo ha scatenato le ire degli operatori la cui protesta è stata «capeggiata» da Alfiero e Mario Tredicine, detentori di diverse licenze (direttamente o indirettamente) sulla piazza e, rispettivamente, rappresentanti per il settore degli ambulanti della Confesercenti e della Confcommercio. Il Municipio ha tentato in un primo momento di lasciare tutto come era e posticipare il bando al 2017 cercando di convincere la Sovrintendenza a desistere dal proposito di tagliare i banchi. Ciò non è accaduto e quindi è stato «costretto» a fare il bando. Ebbene il bando si è chiuso lo scorso 19 novembre con la presentazione delle domande di tutti gli operatori che da sempre stanno su quella piazza (in pratica nessun esterno si è fatto avanti), ma i titoli assegnati non sono stati ancora ritirati. E c’è tempo per farlo entro oggi. Dopo giovedì, di fatto, il mercatino di piazza Navona salterà. O meglio, a rappresentarlo, forse, ci saranno soltanto i giostrai. Non si sbilancia, Alfiero Tredicine: «Quello che posso dire è che gli operatori sono determinati a salvaguardare il posto di tutti e 115 quanti sono da sempre su questa piazza e che non cerchiamo più alcun accordo con la politica». Tradotto, o tutti o nessuno e andiamo avanti da soli. «Siamo preoccupati – dice l'assessore al commercio del I Municipio, Iacopo Emiliani – se dovesse saltare la festa più tradizionale del Natale questo non gioverebbe alla città, ma soprattutto ai romani». Alternative? «Le vaglieremo insieme al Comune – risponde – fa comunque riflettere la scelta degli operatori in un momento di crisi del genere. Far saltare la festa significa anche perdere una discreta fonte di guadagno per tante famiglie che di questo vivono e mi sembrava che loro stessero lottando proprio per evitare che ciò accadesse». Fatto sta che non era mai successo prima che nessuno si presentasse negli uffici del Municipio per ritirare il titolo fino all’ultimo giorno possibile. Molto più di un semplice campanello d'allarme. Chi guida la protesta vuole evidentemente addossare le colpe dell’eventuale mancata Festa alle istituzioni, in particolare al Municipio. Resta da capire come sia possibile che nessuno degli operatori si smarchi da questa forma di protesta dopo aver acquistato la merce e aver speso dei soldi per comprare il banco «tipo». A meno che il colpo di scena non sia proprio dietro l'angolo.

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