Signori e signori ecco a voi Mafia Capitale. Un'organizzazione orginale, a suo modo unica. Capace di conquistare potere senza controllare un territorio, squisitamente romana, senza una struttura precisa, trasversale, capace di creare collegamenti tra mondi diversissimi tra di loro e, soprattutto, senza collegamenti con le "classiche organizzazioni con le quali si confronta alla pari". Il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, descrive così il sodalizio criminale capeggiato dall'ex Nar e Banda della Magliana Massimo Carminati. Lo fa nella conferenza stampa che illustra l'operazione "Mondo di mezzo" che questa mattina si è abbattuta come un terremoto sulla Capitale: 37 arresti (di cui 8 ai domiciliari) e oltre 60 indagati tra cui l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. Il nome "Mondo di mezzo" non è casuale ma prende ispirazione da una delle intercettazioni contenute nelle oltre 1.200 pagine dell'ordinanza. È lo stesso Carminati a parlare e spiegare che "esiste il mondo dei vivi e quello dei morti. Il mondo di sopra ha bisogno che qualcuno del mondo di sotto faccia delle cose nel suo interesse. Noi siamo in mezzo, lì dove tutto si incontra. Dove tutti si incontrano. Nel mondo di mezzo tutto si mischia". Insomma Mafia Capitale era l'anello di congiunzione. Capace di colpire duramente, di minacciare grazie al prestigio criminale che Carminati si era guadagnato in passato, ma allo stesso tempo capace di quelle che gli inquirenti chiamano "carezze". Un'altra telefonata letta durante la conferenza stampa spiega bene il concetto: "Tu vai lì e gli dici: che te serve? Che posso fare? Non ti preoccupare, te lo faccio io, perché se vengo a sapere che lo un altro la cose è, diciamo così, sgradevole". Carezze e minacce. Per ottenere cosa? Non soldi. Un altro carattere originale dell'organizzazione è proprio questo. Le estorsioni, lì dove si consumano, non servono per ottenere soldi ma per fare affari, per "ottenere facce pulite per concretizzare gli interessi criminali". "Non dobbiamo fornire protezione per soldi - dice ancora Carminati - ma entrare in affari con gli imprenditori. Dall'amicizia deve nascere un discorso che facciamo affari insieme. Devono essere nostri esecutori, devono lavorare per noi". C'è poi il lavoro di lobbying che consente a Mafia Capitale di mettere in posizioni apicali manager e dirigenti asserviti agli interessi dell'organizzazione. Insomma, una "piovra" capace di infiltrarsi in tutti i gangli del potere. Anche se al momento non è chiaro se e come la politica possa aver aiutato il sodalizio. Non a caso, interrogato sulla posizione dell'ex sindaco Alemanno, Pignatone spiega che "Alemanno è indagato per il reato di 416 bis, ma la sua posizione è ancora da vagliare. Sugli indagati preferiamo non fare alcuna precisazione". Dopotutto l'inchiesta, iniziata due anni fa, non si conclude certo oggi. Questo è solo l'inizio.
"Carezze e minacce". Ecco Mafia Capitale
Il procuratore Pignatone descrive l'organizzazione di Carminati: "Un sodalizio romano, senza una struttura precisa, capace di creare collegamenti tra mondi diversissimi"
