Dopo l’arrivo dei presìdi fissi contro lo spaccio, i carabinieri hanno stretto nella morsa il Quarticciolo. Il bilancio del blitz svolto lunedì sera dai militari della Compagnia Casilina nel quartiere è di nove persone arrestate e oltre 140 dosi di sostanze stupefacenti tra cocaina e crack.
Il dispositivo messo in campo si è articolato in una serie di interventi coordinati e simultanei, con una chiusura “a tenaglia” dei principali punti di accesso e di snodo delle piazze di spaccio. Nel corso delle verifiche e delle perquisizioni sono stati sorpresi e arrestati per detenzione e spaccio di stupefacenti otto uomini, italiani e stranieri, per la maggior parte già noti alle forze dell’ordine.Durante l’ispezione dei lotti condominiali, invece, i militari hanno trovato e sequestrato, a carico di ignoti, ulteriori 65 dosi di droga che erano state occultate all’interno di vani contatori, buche, tombini e aree verdi.
Un 57enne romano è invece finito in manette per la violazione di un provvedimento dell’autorità giudiziaria.Si è trattato del primo blitz scattato dall’avvio dell’operazione “Terzo tempo”, che prevede che agenti della polizia di Stato e carabinieri restino al Quarticciolo tutti i giorni dalle 7 del mattino a mezzanotte per contrastare ogni forma di illegalità, a partire dallo spaccio. I presìdi sono stati predisposti dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e sono la prima risposta concreta offerta ai cittadini dopo mesi di denunce, battaglie e appelli, sostenuti da don Antonio Coluccia e dal nostro quotidiano.
Un cambio di passo importante per i residenti del quadrante, costretti ormai a fare i conti con i pusher che hanno provato a fare del loro quartiere una zona franca e stanchi di interventi sporadici e insufficienti. Le operazioni, continue, condotte dalle forze dell’ordine nell’ultimo anno, avevano colpito le attività illecite, ma il problema era rimasto, nonostante le iniziative di contrasto portate avanti dal prete anti-spaccio sul territorio.
Una tensione esplosa nuovamente all’inizio di ottobre, quando don Antonio Coluccia era stato accerchiato e minacciato durante una delle sue consuete passeggiate serali per la legalità. «Per spezzare il meccanismo dello spaccio al Quarticciolo serve una presenza riconoscibile, continuativa, capace di ripristinare la sicurezza a chi vive e impedisce che le piazze della droga tornino rapidamente operative», ha più volte ribadito don Antonio Coluccia.
L’operazione “Terzo tempo”, come precisato dal prete anti-spaccio, «è un primo passo, l’obiettivo è però rendere il presidio H24».
