Roma Capitale

Scaduto il contratto. Il servizio Cem a rischio

Laura Candeloro Dipendenti senza il rinnovo del contratto di lavoro, interruzione dei servizi di guardia medica, il 30 novembre segna la fine di una continuità assistenziale che opera da circa 50...

Dipendenti senza il rinnovo del contratto di lavoro, interruzione dei servizi di guardia medica, il 30 novembre segna la fine di una continuità assistenziale che opera da circa 50 anni al Centro di Educazione Motoria (Cem) di via Ramazzini, una struttura storica per l’assistenza a circa 60 disabili in particolari condizioni di gravità, che perderanno i consueti punti di riferimento. Le Rsu del Cem, la Cgil e l’Agecem (Associazione genitori del Cem) hanno da tempo denunciato al Prefetto «la situazione di gravità sociale e sanitaria che si sta creando al Centro». Una situazione di precarietà che va avanti da maggio del 2013 in quanto «tra Regione Lazio, Asl RmD e CrI permangono distanze conflittuali che stanno determinando una situazione di confusione ed ingestibilità del Centro», come si legge nella nota inviata al Prefetto. «La proroga della convenzione tra Asl e Cri, scaduta il 31 ottobre, pur se richiesta dal direttore generale della Asl fino al 31 gennaio 2015, sembra di fatto non sia stata accettata dalla Cri provinciale», sostiene Lorena Guidi, operatrice del Cem e coordinatrice nazionale dei precari Cgil.La convenzione di gestione dell‘assistenza, ricordiamo, è finalizzata alla messa a norma dei locali del Cem e a determinarne la futura modalità di erogazione del servizio assistenziale. Il Comitato regionale CRI, in assenza di un protocollo d’intesa, ha così prorogato i contratti a tempo determinato e autorizzato il servizio di guardia medica h24 fino al 30 novembre. «Si determinerà un taglio di 37 lavoratori che in gran parte svolgono assistenza di base e la demolizione definitiva del modello operativo che ha garantito una vita dignitosa ai ragazzi del Cemì. Da lunedì, se non giungerà una proroga, il personale del Cem, con il contratto agli sgoccioli, che attende una determinazione in merito alla sussistenza del servizio da parte dell’amministrazione, entrerà in autogestione, garantendo la continuità assistenziale, anche da parte di quei lavoratori che rimarranno senza contratto. «C'è un tale caos che nemmeno i genitori e i familiari sanno più come muoversi, c'è uno scaricabarile di competenze e ognuno dice che non ha responsabilità», deplora Maria Cidoni, presidente Agecem.

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