La pubblica amministrazione chiama, le coop corrono. È accaduto con lo Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo) ed anche col circuito di accoglienza parallelo gestito direttamente dalla Prefettura di Roma, che a luglio ha pubblicato l’ultimo bando con uno stanziamento a sei zeri: 10 milioni di euro, in soli cinque mesi (agosto-dicembre 2014), per «la collocazione in strutture idonee di 2.358 stranieri comprensivi di 1.278 migranti già presenti nella provincia di Roma». Rifugiati che si aggiungono agli ospiti Sprar distribuiti tra Roma e provincia, 2.581 unità nel triennio 2014-2016 per un costo totale annuo di 35.732.000 euro. L’AFFARE DELLE COOP Già a inizio anno, il 9 gennaio 2014, la prefettura di Roma - in piena emergenza sbarchi - aveva allertato le varie realtà locali: «A seguito del continuo incremento di arrivi di cittadini stranieri - si scriveva sulla circolare - il ministero dell’Interno ha rappresentato l’esigenza di provvedere all’allestimento di ulteriori centri ed acquisire la disponibilità di enti pubblici o associazioni del privato sociale esperte nel settore, che dovranno comunicare tempestivamente la propria disponibilità». Affidamento diretto del servizio a colpi di convenzione per un importo «massimo di 30 euro oltre Iva e che comprenda, oltre a vitto e alloggio, la gestione amministrativa degli ospiti, la mediazione linguistica, la fornitura di biancheria, tessera telefonica di 15 euro all’ingresso». IL NUOVO BANDO Il giro di soldi che si trascina dietro l’ondata di sbarchi, inarrestabile, ha imposto un nuovo corso, cioè quello della gara pubblica. In quest’ottica, abbiamo anticipato, la prefettura di Roma a luglio ha pubblicato uno schema di accordo quadro tuttora in vigore che disciplina attività e «onorario» delle coop che si sono aggiudicate il bando, cinque in totale e tutte operative tra Roma e provincia. In questo caso la quota destinata all’accoglienza «in strutture idonee di presunti 2.358 cittadini stranieri» aumenta da 30 euro oltre Iva a «35 euro oltre Iva (base d’asta) corrispondente al prezzo pro-capite giornaliero comunicato dal ministero dell’Interno - si legge sul bando - Il gestore si impegna a garantire vitto non in contrasto con i principi e le abitudini alimentari degli ospiti, alloggio, servizi di assistenza generica alla persona, sanitaria, di pulizia», ed anche «l’erogazione di un pocket money pari a 2.5 euro al giorno sotto forma di buono, per schede telefoniche, biglietti del trasporto, sigarette». Totale della gara, aggiudicata al massimo ribasso, 10 milioni 68mila euro, che sommati ai 35 milioni Sprar trasformano i numeri dell’accoglienza in qualcosa di insostenibile: 45 milioni di euro per assistere, a conti fatti, nemmeno 4.800 persone in pochi mesi. RIFUGIATI MINIERA D’ORO Roma, tra Sprar e prefettura, ha fatto il pieno di rifugiati, nonostante questo non tutti i posti a disposizione sono esauriti: «Tra Roma e provincia - spiegano gli addetti ai lavori - manca ancora circa 1/4 degli arrivi previsti, per esempio la prefettura si organizza a cascata: se ha ancora posto la prima cooperativa che si è aggiudicata il bando, li mandano lì, altrimenti a scendere si rivolgono alle altre con strutture idonee». Il bando stesso stabilisce un tetto massimo, per ciascuna struttura ricettiva, di 100 ospiti, è comunque evidente che - trattandosi di quote al giorno per persona - l’obiettivo è accogliere quanti più migranti possibile. Dimostra l’affare, del resto, anche il fatto che nell’ambito del circuito Sprar le stesse coop aggiudicatrici dell’appalto contribuiscano a sostenere economicamente l’iniziativa: sul totale di 35 milioni 732mila euro all’anno, 2014, 2015 e 2016, stanziati da ministero e Europa, una parte (7 milioni 234mila euro) la pagano proprio i gestori dei centri. SERVIZIO TAXI È capitato, e capita, che la prefettura chieda ai vari enti gestori mezzi per trasferire i rifugiati tra i vari centri: «Chiamiamo i pullman - confermano da una coop - poi ci fanno fattura a parte». A fine ottobre, sempre palazzo Valentini, ha pubblicato un avviso relativo «all’istituzione di un albo noleggiatori a cui affidare incarichi per il trasporto di migranti dai posti di frontiera ai centri di accoglienza della provincia». Rivolto «alle ditte in possesso di licenza comunale per l’esercizio del servizio di noleggio da rimessa con conducente», si quantificano anche le tariffe: da 1,40 a 2,60 euro al chilometro in base a tratta e passeggeri.
Rifugiati, gli affari d’oro delle coop
Assistere meno di 4.800 migranti costa 45 milioni di euro a Roma. E in Prefettura istituito l’albo dei noleggiatori per trasportarli nei centri
