Roma Capitale

Choc a Sacrofano. Litigano e le spara alla nuca

Dopo lui ha chiamato il 118. In condizioni disperate la ventiduenne Gloria Boemia

Le ha sparato alla nuca con un fucile da caccia. Lui 42 anni, lei vent’anni in meno, in fin di vita all’ospedale Sant’Andrea dove ieri è stata operata, raggiunta dai familiari col fiato sospeso. Ancora uomini che odiano le donne, a tre giorni dalla giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L’altra sera l’ennesima follia a Sacrofano romano. Un giallo a metà seguito dai carabinieri del Gruppo di Ostia. L’aggressore si chiama Ignazio Serata: è lui che avrebbe telefonato al centralino del 118 richiedendo un’ambulanza a Borgo Pineto, intorno alla mezzanotte. La vittima è Gloria Boemia: a volte ha fatto qualche lavoretto, la cassiera. La ricostruzione della vicenda è parziale. Si sa poco e non bene. Fino a poco tempo fa lei è stata la fidanzata dell’indagato? Qualcuno in paese lo dice. Lo sono stati e poi avevano interrotto il rapporto rimanendo amici? È probabile. Oppure i due si frequentavano e basta, neppure sempre ma ogni tanto? Pure questa tesi non è tralasciata. Stando a quanto sinora accertato, i due erano nell’abitazione nelle campagne di Sacrofano. Una casetta fuori mano di proprietà di Serata. Lei abita vicino ma passa quelle ore da lui. Poi cosa succede? Lei e lui discutono. Nessuno li sente, la residenza è fuori mano, e per giunta quella sera pioveva, per cui non ci sono testimoni che possano raccontare di aver sentito rumori strani o urla. Scoppia una lite e lui perde le staffe. Va a prendere il fucile da caccia (con matricola abrasa) che aveva nell’appartamento, lo carica e arriva alle spalle della poveretta. Punta l’arma e preme il grilletto sfondando la nuca della giovane. Poi chiama il 118: «Venite a Borgo Pineto». Quando l’ambulanza arriva non ci sono altri nello stabile. Trovano solo l’uomo e la ragazza in condizioni disperate. Sul posto si precipitano i carabinieri e la sezione Rilievi del Nucleo investigativo di via In Selci. Mentre a coordinare le indagini è la procura di Tivoli. L’indagato è davvero giunto da dietro, alle spalle? I due avevano smesso di litigare quando lui ha deciso di farla finita con lei? La vita di Ignazio Serata è descritta come sregolata, disordinata, senza lavoro e punti fermi. La vita di lei è appesa a un filo di speranza. Ieri mattina si era diffusa la notizia che non ce l’aveva fatta. Poi i sanitari del Sant’Andrea sono stati costretti a chiarire: «È stata diffusa la notizia del decesso della ragazza gravemente ferita a Sacrofano con un colpo di arma da fuoco alla testa. Tale notizia, dovuta a un errore di comunicazione interna generatosi nella concitazione delle prime fasi dell’assistenza, non è esatta, in quanto la paziente, sottoposta ad intervento neurochirurgico, è ancora in vita. La ragazza versa in condizioni gravissime, è priva di coscienza e la prognosi è riservata. La Direzione si scusa, con i parenti della paziente e con i mezzi di comunicazione, per quanto accaduto».

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