Il caso Tor Sapienza arriva in Parlamento, dove il ministro dell'Interno, rispondendo al question time del mercoledì pomeriggio, dice che “i cittadini di Roma non sono razzisti, sono solo molto stanchi”. Angelino Alfano interviene sugli scontri tra i manifestanti e le forze di polizia avvenuti l'11 novembre scorso nella periferia romana, e sui recenti disordini che hanno interessato alcuni centri di accoglienza per immigrati della Capitale. All'Infernetto sei persone sono finite all'ospedale in seguito a una rissa scoppiata all'indomani del trasferimento dei 24 minori da Tor Sapienza, deciso dopo la rivolta popolare. E all'Infernetto il 22 novembre era andata in scena una protesta di piazza contro il centro profughi di via Salorno, organizzata dai comitati cittadini e appoggiata dal leghista Mario Borghezio e da CasaPound. Tutti hanno respinto ogni ipotesi di razzismo e hanno motivato la rabbia emersa fino all'esplosione degli scontri a Tor Sapienza con il degrado, la mancanza di servizi, strutture messe a disposizone di rom e immigrati, ma pochi asili per i bambini. Nelle stesse ore Forza Nuova organizzava una manifestazione davanti al palazzetto del governatorato in via Claudio, a Ostia. E aveva fatto discutere l'azione di protesta del giorno precedente con dei manichini impiccati al cavalcavia della via del Mare. Esclusa la responsabilità dell'estrema destra. Il ministro dell'Interno oggi rassicura sul fatto che negli scontri dell'11 novembre (durante i quali 4 operatori di polizia e un cameraman della Rai hanno riportato lesioni con prognosi dai 3 agli 8 giorni, spiega) “non sono emersi elementi di riscontro circa la presenza di soggetti dell'estrema destra romana, né di gruppi ultras”. Per l'identificazione dei responsabili al momento “sono in corso indagini”. Il prefetto ha evitato situazioni di attrito. Alfano – interrogato da Fratelli d'Italia – è intervenuto sulle iniziative per la distribuzione territoriale delle strutture destinate alla gestione dei flussi migratori. Ha spiegato che il prefetto di Roma, “per fronteggiare il considerevole afflusso di migranti in provincia, ha provveduto a emanare bandi per la stipula di convenzioni o accordi quadro in base ai quali è stato possibile transitare da un regime emergenziale a una più stabile individuazione delle strutture di accoglienza” e, “nei limiti delle proprie competenze, per tentare di ridurre o prevenire le situazioni di attrito, ha avviato un confronto con le autorità capitoline e con i sindaci di altri comuni della Provincia per porre in essere progetti di volontariato in grado di coinvolgere i richiedenti asilo in attività che consentano interrelazioni positive con il territorio”. La distribuzione degli stranieri sul territorio. Il prefetto, ha sottolineato ancora Alfano, “ha tentato anche in tutti i modi di tenere conto delle specificità dei territori evitando contesti caratterizzati da situazioni ambientali particolarmente ostili o intervenendo tempestivamente per alleggerire la presenza straniera a fronte dell'insorgere di criticità come nel caso del quartiere di Corcolle e in generale ha agito tentando in ogni modo di evitare il tema della eccessiva concentrazione in singoli quartieri. Una difficoltà in questo senso - ha spiegato - deriva oggettivamente dal mercato immobiliare che induce i soggetti economici a proporre in sede di bando strutture ubicate nelle zone che consentono affitti più favorevoli e che inevitabilmente coincidono con i contesti più degradati e meno serviti”. Il prefetto Pecoraro, all'indomani degli scontri, aveva spiegato in un'intervista a Il Tempo che "le tensioni si potevano evitare”. Fermo restando “il dovere di offrire ospitalità ai rifugiati e assistenza ai minorenni richiedenti asilo”, per evitare tensioni determinate soprattutto dalla “disoccupazione e dalle prospettive cupe per il futuro” di chi abita nelle periferie in rivolta, è importante una distribuzione equa degli stranieri su tutto il territorio. A Roma e in Provincia, ha detto Pecoraro, “siamo stati attenti a non concentrare i richiedenti asilo”, con riferimenti proprio ai bandi di cui parla oggi Alfano: "Abbiamo esaminato le offerte dei municipi e delle cooperative" facendo in modo di "distribuire i 'nostri' rifugiati su tutto il territorio", aveva spiegato il prefetto al nostro giornale. Anche Alfano oggi ha detto che “una intelligente strategia di distribuzione degli stranieri deve certamente farsi carico della sostenibilità delle scelte e del loro impatto territoriale se non si vuole trasformare la questione immigratoria un fattore di instabilità che possa alimentare derive di intolleranza che non sono tipiche della nostra popolazione”. Però, quel che non si è detto, è che la distribuzione territoriale degli immigrati sul territorio nazionale è tutto fuorché equilibrata. E preme proprio sul Lazio, che è Regione seconda solo alla Sicilia per concentrazione di stranieri. Il Lazio accoglie 7.822 immigrati, cioè il 13% del totale. E anche Ignazio Marino si era lamentato dicendo che “nel Lazio non possiamo più accogliere 1 su 5 degli immigrati che arrivano in Italia, di questi il 90% va a Roma”. Le responsabilità del Comune. E' stato proprio il Comune di Roma, però, a richiedere un ampliamento del sistema di accoglienza. Al bando Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), gli enti locali partecipano volontariamente, avanzando richieste di contributo in base alle possibilità del territorio. E’ proprio il Viminale, nell’accordare i nullaosta, a stabilire un tetto massimo di arrivi: “250 posti - si legge nel decreto attuativo Sprar - per una popolazione superiore a 2.000.001 abitanti”. Alcuni Comuni hanno esplicitamente chiesto di andare in deroga. Tra questi c’è Roma, che ha garantito 2.581 posti, più altri 516 da mettere eventualmente a disposizione, distribuiti tra 49 centri.
Tor Sapienza, Alfano: i romani non sono razzisti, sono stanchi
Il ministro dell'Interno risponde in Parlamento sui disordini contro i centri di accoglienza: "Non ci sono riscontri sulla responsabilità dell'estrema destra. Bisogna evitare la concentrazione di stranieri in singoli quartieri""
