Roma Capitale

Ritardi e disservizi La linea B diventa un caso da Corte dei Conti

Valeria Di Corrado Ritardi, rallentamenti, guasti. Hanno ormai cadenza quotidiana le segnalazioni che arrivano alla Procura della Corte dei conti del Lazio sul disservizio della linea B della...

Ritardi, rallentamenti, guasti. Hanno ormai cadenza quotidiana le segnalazioni che arrivano alla Procura della Corte dei conti del Lazio sul disservizio della linea B della metropolitana di Roma. Il tavolo del procuratore capo Raffaele De Dominicis è coperto di lettere di pendolari esasperati per le attese e gli intoppi con cui devono fare i conti quasi ogni giorno. Ieri mattina l’ennesimo episodio. Alle 8,15 un convoglio fermo alla stazione Tiburtina ha avuto un guasto al sistema di chiusura delle porte. I passeggeri sono stati costretti a scendere e aspettare l’arrivo del treno successivo. Inevitabili le ripercussioni sulla circolazione dell’intera linea, in un orario di punta come quello mattutino, anche se Atac ha tenuto a precisare che il servizio è stato sempre regolare. «Occorre rilevare, e questo i cittadini lo sanno bene poiché lo vivono sulla propria pelle, che vi è una frequenza troppo alta di guasti e disagi per la seconda linea metropolitana della Capitale. Mentre Atac – fa notare il consigliere capitolino M5S Enrico Stéfano – perde 40 milioni all’anno per far viaggiare la metro C mezza vuota, di fatto inutilizzabile per via della tratta e degli orari, dimentica le decine di migliaia di pendolari che ogni giorno utilizzano (o tentano di farlo) la metro B. Forse sarebbe il caso di usare in maniera più oculata e vicina alle esigenze della cittadinanza le poche risorse disponibili». Sulla base delle centinaia di lettere di denuncia per i frequenti ritardi e guasti sulla linea B, e in particolare sulla diramazione B1, la Procura della Corte dei conti sta valutando se aprire un’indagine. I pm contabili dovrebbero verificare se, rispetto agli introiti ricavati dalla vendita dei biglietti e i trasferimenti del Comune di Roma per far funzionare regolarmente la linea blu della metropolitana, vi sia un danno erariale. I lunghi tempi d’attesa per la partenza dei convogli dal capolinea di Conca d’Oro sono il primo sintomo di un servizio non proprio efficiente. È stata l’Autorità nazionale anticorruzione, nell’adunanza del 6 marzo 2013, a parlare, a proposito della B1, di «malfunzionamenti degli impianti che hanno determinato disservizi e, talvolta, la totale interruzione del servizio, con rilevanti disagi per l’utenza». Per quanto riguarda invece i lavori di costruzione della diramazione della linea B e del suo prolungamento fino a piazzale Jonio, la Procura contabile ha già dato la delega alla Guardia di Finanza per le indagini. Indagini che procederanno di pari passo con quelle della Procura ordinaria, per capire se ci sono stati sprechi o illeciti nella realizzazione dell’infrastruttura.

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