Metà dei conti in rosso del Comune dipendono dai trasporti. Il bilancio di assestamento 2014, in Assemblea Capitolina per la discussione la settimana prossima, parla chiaro: dei 145,6 milioni di euro di spese non previste rilevate, ben 73,5 milioni riguardano la mobilità. E sarebbe potuta andare anche peggio, senza quei piccoli «stratagemmi» contabili per spalmare debiti e contenziosi. Lo spauracchio era il cosiddetto «Lodo Roma Tpl», il pignoramento dei conti Atac del valore di 77 milioni a vantaggio del Consorzio privato delle linee bus periferiche, e che Roma Capitale è riuscita a riportare a sé. Questa voce pesa sul bilancio di assestamento «solo» per 14,8 milioni: altri 21 milioni sono stati scaricati nella gestione commissariale pre 2008 (una specie di calderone del pregresso) mentre gli altri 42 milioni circa scivoleranno nell’esercizio 2015. In favore di Roma Tpl, però, spunta un "surplus" sul contratto di servizio 2014, per 4 milioni di euro, e un mese e mezzo di navette 50 Express, a 800mila euro. Vengono poi fuori dal bilancio altri 30 milioni, che il Comune si trova costretto a versare ad Atac per l’esercizio 2013, così come 6 milioni di oneri straordinari per Roma Metropolitane. E i contabili capitolini sono stati pure costretti a versare altri 16,1 milioni di euro alla voce «rifinanziamento Tpl». Preoccupano poi le "visioni ottimistiche". Giovedì, in commissione regionale, all’ad di Atac, Danilo Broggi e all’assessore capitolino Guido Improta è stato rimproverato di aver «sovrastimato» i ricavi di Atac per i prossimi anni. «Sono iscritti – sottolinea Fabrizio Santori (Forza Italia) – circa 230 milioni di crediti verso la Regione Lazio, quando lo stesso assessore regionale, Michele Civita, ha detto che su quei soldi il contenzioso è ancora aperto». Come dimenticare, infine, gli ormai noti 90 milioni di extra costi per la Metro C: il Ministero Infrastrutture ha più volte ribadito che dovranno essere pagati da Roma Metropolitane ma, nonostante il decreto ingiuntivo delle ditte costruttrici, in bilancio il debito non c'è. Per fortuna, ci sono le multe agli automobilisti privati: ben 53,7 milioni di euro in più rispetto alle previsioni. Anzi, no. Perché il Comune non è in grado di riscuoterle e le ha "cestinate” nel fondo svalutazione crediti.
Il buco nero di Atac e 53 milioni in multe «cestinate»
Vincenzo BisbigliaMetà dei conti in rosso del Comune dipendono dai trasporti. Il bilancio di assestamento 2014, in Assemblea Capitolina per la discussione la settimana prossima, parla chiaro: dei...
