Ore contate per la giunta Marino. O meglio per alcuni assessori che presto, probabilmente nelle prossime 48 ore, lasceranno il Campidoglio. La richiesta del numero due del Pd nazionale, Guerini, di procedere a un «cambio di passo» in tempi «rapidi» verrà infatti esaudita. Non a caso ieri il primo cittadino ha passato la giornata tra incontri, scontri, e anche qualche primo tassello che si sarebbe liberato, come ad esempio quello allo Sport di Luca Pancalli, presidente del Comitato Parolimpico che lascerebbe "volentieri" l’assessorato. Le critiche alla gestione Marino dei mesi scorsi, con la minaccia delle dimissioni sotto bilancio per l’azzeramento delle risorse e la polemica, giusta, sulle barriere architettoniche presenti nella nuovissima metro C, avevano già segnato la rottura. Al suo posto potrebbe andare l’ex assessore provinciale alloSport e ai Giovani del Pd, Patrizia Prestipino. Che risolverebbe anche il problema delle "quote rosa". In uscita, data oramai per certa, l’assessore al Sociale, Rita Cutini, vicina a Sant’Egidio e l’assessore all’Ambiente, Estella Marino, del Pd. La prima verrebbe sostituita dall’attuale assessore all’emergenza abitativa, Daniele Ozzimo, mentre la seconda dal "tecnico" di centrosinistra Maurizio Pucci. Non tutte le ciambelle che vorrebbe il Pd però potrebbero uscire con il buco. L’asso nella manica, calato ufficiosamente ieri, sarebbe infatti l’ingresso come vicesindaco del segretario romano Lionello Cosentino. Politico di lungo corso, darebbe quella svolta politica (e di contenimento) attesa non solo dal partito ma dalla città. Un nome di peso insomma che darebbe concretezza a un cambio di passo che rischia altrimenti di ridursi al solito valzer delle poltrone, e che porterebbe dritta dritta la Capitale alle urne. Un nodo cruciale tuttavia, considerato che Sinistra Ecologia e Libertà, fedele alleato del sindaco Marino (forse ormai l’unico), ha già parlato chiaro: Luigi Nieri, vicesindaco con deleghe pesanti come Personale e Patrimonio, non si tocca. E la coerenza che da sempre contraddistingue il partito di Vendola li porterebbe a uscire dalla maggioranza. Cambiare il vicesindaco significherebbe cambiare l’assetto del centrosinistra e dunque dare vita a un mero posizionamento politico che nulla ha a che fare, secondo i vendoliani, con la "svolta" per la città. Un’ipotesi, quella dell’uscita di Sel dalla maggioranza, che non spaventa però più di tanto. «Spaccare» i quattro consiglieri Sel, secondo alcune menti del Pd, non è impossibile. Una strategia ardua. Cosentino a parte, che sarebbe comunque una cerniera vitale nel Pd martoriato dalle correnti, non è da escludere il «colpo di scena», ovvero qualche ex assessore oggi parlamentare che potrebbe "risollevare" le sorti della giunta Marino, o almeno portare a "traghettamento lento" la Capitale a nuove elezioni non appena "ci fossero le condizioni". Cioè le elezioni politiche e, spera qualcuno, anche regionali, in modo da far girare candidature e preferenze con maggiore agilità. Le preferenze appunto. Al Nazareno si sta pensando a una "clausola" speciale per la Capitale: escludere le dimissioni di un parlamentare che sia chiamato ad altro ruolo, come invece è stata "costretta" a fare l’ex deputato Marta Leonori, oggi assessore al Commercio. Questo libererebbe diversi, autorevoli, personaggi come ad esempio Roberto Morassut o Umberto Marroni. E con la reintroduzione delle preferenze, più facili da prendere con un posto di assessore piuttosto che da parlamentare, la tentazione potrebbe arrivare, eccome. Nodi che spetta comunque al sindaco sciogliere. Mentre dormono sonni tranquilli gli altri assessori, sui quali è previsto al massimo un cambio di deleghe. Inamovibili Silvia Scozzese al Bilancio e Guido Improta alla Mobilità. Per la fedelissima Alessandra Cattoi si pensa a un "ridimensionamento", lascerebbe la Scuola a Paolo Masini (Lavori pubblici e periferie) e prenderebbe Turismo e Pari Opportunità. Abbastanza "blindato" il prof. Caudo all’Urbanistica, mentre "dorme" serena e tranquilla anche Giovanna Marinelli, nominata alla Cultura solo qualche mese fa proprio su indicazione del partito. Una giunta che si appresta dunque ad essere di fatto monocolore Pd. «Missione suicida» sussurrano da destra e, soprattutto, da sinistra.
Marino pronto alla nuova giunta. E spunta Cosentino vice al posto di Nieri
Giornata di incontri politici per il primo cittadino, obbligato a cambiare squadra
