Mentre in casa Pd, e più in generale nel centrosinistra, ci si confronta su come e quando "cambiare passo" all’amministrazione Marino, le opposizioni in Campidoglio sembrano avere acceso i motori elettorali. Anche gli "accorti" grillini, che la settimana scorsa avevano presentato una mozione di sfiducia al sindaco Marino distinguendosi da quella di Ncd sottoscritta dagli altri partiti di opposizioni, forse fiutando la disfatta, hanno cambiato idea. Una nota del Movimento 5 Stelle alla vigilia dell’informativa del sindaco in Assemblea sul «pandagate» ha infatti annunciato di presentare una mozione di sfiducia congiuntamente alle altre forze di opposizione. «Continuiamo a sostenere la nostra opposizione al sindaco Marino sulla mancanza di quella discontinuità enunciata nel programma politico e nelle linee programmatiche di azione che la giunta avrebbe dovuto realizzare, sulla inadeguatezza di un indirizzo politico che perdura senza produrre risultati positivi per la città - dicono i grillini - rimettiamo alla responsabilità politica delle opposizioni la decisione affinché possa raggiungersi il quorum necessario. Diversamente rappresenteranno per l’ennesima volta la stampella di questa maggioranza composta da un Pd che, nell’annunciare un azzeramento della Giunta, manifesta apertamente la volontà di piazzare i propri uomini sulle poltrone che contano». Pronti dunque a tornare alle urne i 5 Stelle, così come il leader della Civica, Alfio Marchini, è già partito con la campagna elettorale. L’accordo col Nuovo centrodestra sarebbe ormai chiuso. Da definire ancora quello con Forza Italia. Ieri il coordinatore romano degli azzurri, Davide Bordoni e il capogruppo Giovanni Quarzo hanno incontrato il portavoce romano e il capogruppo FdI, Andrea De Priamo e Fabrizio Ghera, per «avviare un confronto sul futuro centrodestra romano». Prove generali di campagna elettorale insomma. In molti hanno già fissato le date con la caduta della giunta sul bilancio, al massimo entro gennaio e voto entro maggio. Una previsione che tuttavia potrebbe essere presto smentita. Sulla «caduta» di Roma, infatti, decideranno i partiti nazionali. Anche dell’opposizione. Nel dubbio, meglio essere pronti.
La mozione di sfiducia unisce le opposizioni
Mentre in casa Pd, e più in generale nel centrosinistra, ci si confronta su come e quando "cambiare passo" all’amministrazione Marino, le opposizioni in Campidoglio sembrano avere acceso i motori...
