Roma Capitale

Ecco come funziona il drone che rileva la presenza di amianto

Un drone per rilevare la presenza di amianto nell’ambiente: è stato presentato ieri alla terrazza del Pincio dal Centro nazionale ricerche (Cnr) insieme ad un ingegnere di Aermatica, la società che...

Un drone per rilevare la presenza di amianto nell’ambiente: è stato presentato ieri alla terrazza del Pincio dal Centro nazionale ricerche (Cnr) insieme ad un ingegnere di Aermatica, la società che ha realizzato «l’apr» (aeromobile) a pilotaggio. All’iniziativa, promossa dall’assessore all’Ambiente del Municipio Roma I Anna Vincenzoni, insieme ad Aci Consult, società specializzata nell’ideazione di servizi avanzati per il traffico e l’ambiente, ha partecipato anche l’assessore capitolino all’Ambiente Estella Marino ed il presidente dell’Associazione italiana esposti all’amianto (Aiea) Maura Crudeli. Sul drone sono stati montati sia un sensore iperspettrale sia una macchina fotografica compatta. Il sensore rileva le frequenze emanate dalla superficie sorvolata e individua quella specifica dell’amianto, la sua «firma», rilevandone la presenza e lo stato di degrado, questo permetterà di stabilire le priorità di intervento per la rimozione. L’Aci organizza l’attività di sorvolo e la mappatura, le cui aree coinvolte vengono stabilite insieme al Comune; Aermatica rileva i dati attraverso il drone e li consegna al CNR che li analizza e stila un report delle zone sorvolate. Tutto questo, è stato spiegato, «con un netto taglio alle spese rispetto all’utilizzo di un aeromobile con equipaggio e, oltretutto, l’utilizzo di un «apr» non mette a rischio la vita dei piloti». «Non c’e un livello minimo di fibre che non facciano male alla salute - ha denunciato Crudeli, presidente Aiea e figlia di una vittima - un’esposizione prolungata può causare gravi problemi di respirazione». Questa «fibra killer» «attacca i polmoni, causando mesoteliomi della pleura, ma si sta studiando anche l’incidenza su intestino, fegato, testicoli, laringe e gli effetti da ingestione di acqua che scorre in tubi in amianto. In Italia si 4mila morti all’anno tra gli ex lavoratori che hanno subito forti esposizioni ad amianto». Il drone potrebbe iniziare a sorvolare Roma nella primavera del 2015, il problema sarà trovare i fondi.

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