Qualche anno fa, parlando con Il Tempo, aveva ricordato quegli anni in cui "il brevetto lo davano soltanto ai maschi". E lei, incurante di tutto e di tutti, faceva "il marinaio di salvataggio nello stabilimento balneare di papà". "Nessuno di quelli che ho salvato s'è mai lamentato" aveva aggiunto con la sua inconfondibile ironia. Emma Pascali è morta domenica sera all'ospedale Sant'Andrea di Roma. Aveva 84 anni ed era stata la prima donna ad ottenere il brevetto da bagnino in Italia. Una vita trascorsa sulla spiaggia di Fregene, una vita legata a quel mare che ha sempre amato e allo stabilimento Il Patio. "Uno dei sei impianti storici aperti nel 1946 dopo che la spiaggia è stata sminata - raccontava -. I tedeschi s'aspettavano lo sbarco delle truppe alleate sul litorale di Roma e così avevano riempito di bombe e filo spinato gli arenili. Gli americani però scelsero Anzio. La guerrà finì e la mia famiglia, che a Fregene veniva in vacanza del 1933, decise di restarvi per sempre. Quando la Banca d'Italia non rinnovò la concessione per la spiaggia riservata ai dipendenti la chiedemmo noi". Eccolo qua il momento in cui tutto è iniziato. Negli anni successivi Il Patio è diventato meta per il riposo di tantissimi vip. E per ognuno Emma aveva un aneddoto. Come quello legato a Frank Sinatra che lì trascorse cinque giorni nel 1953 (a sinistra la foto che lo ritrae ndr): "Nascondeva le lattine vuote e le cicche sotto la sabbia, così gli ho detto: Non sarebbe il caso di gettarle nel cestino?" Emma era così, schietta e decisa. Forse anche per questo è stata per anni alla guida dell'associazione dei balneari di Fregene. Il suo motto? "Quando sono in spiaggia per sono tutti uguali. Ad ognuno il proprio angolo di tranquillità". Chissà, se in cielo, Emma avrà trovato il suo "angolo di traquillità". Di certo da oggi, a Fregene, c'è un'angolo di spiaggia vuoto.
Addio Emma Pascali, la prima donna-bagnino d'Italia
Aveva 84 anni la maggior parte dei quali trascorsi sulla spiaggia di Fregene allo stabilimento Il Patio. A Sinistra disse: "Perché non butta le cicche nel cestino?"
