È entrato nel bar e ha sparato al titolare, in mezzo alla gente. Forse per una storia di soldi, debiti. Poi è scappato con lo scooter guidato dal complice. Terrore ieri mattina in via Achille Vertunni, al Gran Caffè Centrale, in zona La Rustica, a ridosso del Raccordo anulare. A terra è rimasto Mauro Cardinale, 49 anni. Lo hanno raggiunto due proiettili alla gamba. Uno ha colpito l’osso spezzandolo. I clienti hanno assistito alla scena sgomenti. Più passavano i secondi più il sangue fuoriusciva dalla ferita disegnando una pozza rossa. Subito è stato avvisato il 118. L’ambulanza è arrivata in pochi minuti trasportando la vittima al policlinico Casilino. Sul posto sono giunti i carabinieri della Compagnia Montesacro e gli esperti della sezione Rilievi del Nucleo investigativo di via In Selci. Tutta l’area è stata passata al setaccio, rilevata palmo a palmo alla ricerca di tracce biologiche o altri indizi che potrebbero ricondurre all’identità dell’aggressore. I due malviventi calzavano il casco da motociclista. Sembra che sia stata una sciagurata sorte a guidare la dinamica dei fatti. Quando l’uomo è entrato, Cardinale era in piedi, si muoveva all’interno del locale. Era un obiettivo facile da ferire, nonostante alcuni avventori fossero all’interno del bar, davanti al bancone. Il bandito aveva l’arma in pugno, una semiautomatica: ha alzato il braccio, ha puntato la pistola sul titolare e ha fatto fuoco, due volte. «Abbiamo sentito due colpi e siamo rimasti all’interno del negozio - racconta un dipendente della vicina frutteria - problemi in questa zona non ce ne sono mai stati». «Fino ad ora, l’unico guaio che aveva passato il proprietario del Bar - spiega un avventore abituale - era stato qualche furto avvenuto poco tempo fa». Mauro Cardinale è descritto come una persona a modo, simpatica e sempre disponibile. Tempo fa ha anche messo a disposizione il suo bar per le riunioni del Comitato che oggi parteciperà alla manifestazione delle periferie, all’Esquilino, contro l’impennata dei reati. Gli investigatori non immaginano il movente e quindi non confermano che dietro alla storia ci sia la causa economica. Alcune voci dicono che il titolare del locale si trovava in non facili condizioni economiche. Ma è un’ipotesi. Una curiosità: il fatto è accaduto vicino alla chiesa Nostra Signora di Czestochowa dove dal 2004 dal cimitero del Verano sono state traslate le spoglie di Lorena D’Alessandro, serva di Dio, sorella del presidente del Comitato, che ha offerto al Signore il dolore per la sua malattia, il tumore che nell’81 le ha stroncato la vita a 16 anni. Nel 2003 si è conclusa la causa per la sua beatificazione.
Terrore al bar. Gambizzato davanti ai clienti VIDEO
Il malvivente gli ha sparato due colpi I testimoni: noi barricati nei negozi
