Si aggroviglia sempre di più, da un punto di vista tecnico, la vicenda del permesso Ztl del sindaco marino scaduto il 24 giugno e rinnovato il 21 agosto. Due mesi di "vacanza", otto multe "giacenti" e una pandina rossa beccata in divieto di sosta dopo aver perduto il parcheggio riservato al Senato. A sette giorni dallo scoppio del caso è arrivato ieri il parere dell’Avvocatura capitolina. Nulla di nuovo considerato che le toghe capitoline confermano che la competenza per il rinnovo del permesso, che è automatico e dunque non necessita «di specifica istanza da parte dell’interessato» è del Gabinetto del sindaco che autonomamente procede allo stanziamento dei soldi e alla richiesta del rilascio del permesso. Nel particolare: «...anche nel caso dell'attuale sindaco risulta che il dirigente della I Direzione dell'Ufficio del Gabinetto dell'epoca abbia adottato motu proprio la d.d. del 25 giugno 2013, consistente - si legge nella nota dell’Avvocatura - nell'impegno fondi e nella liquidazione del pagamento di uno solo dei quattro permessi di accesso cui avrebbe diritto la massima carica istituzionale capitolina» e «infine, non va sottaciuto che ai sensi della deliberazione di Giunta del 1996 stato consentito che gli Enti e le istituzioni pubbliche possano posticipare il versamento delle somme da pagare entro la data stabilita...». Tutto questo senza tuttavia specificare chi deve pagare le multe. E ancora, come chiede il consigliere regionale Santori: «Considerato che invitava i cittadini a inviare via tweet segnalazioni di violazioni al codice della strada, il comandante Clemente multerà il sindaco in base al video de Le Iene?»
Il parere dell’avvocatura
La scoperta dell’acqua calda «La competenza è del Gabinetto»