A Giulia Maria Evita è stata strappata la vita quando aveva solo cinque mesi. Secondo la procura della repubblica di Roma si tratta di un omicidio colposo commesso da L.B., il ginecologo che fece nascere la vittima, il capo dell’equipe medica di turno il giorno di natale del 2010, all’ospedale San Giovanni, a Roma. Ieri il dottore è stato rinviato a giudizio ma l’udienza inizierà solo nel 2016. «Sono trascorsi 4 anni per l’indagine preliminare e altri due prima dell’inizio del processo, per un totale di 6 anni- ha affermato il legale di parte civile Armando Veneto – Dopo sette anni e mezzo interverrà la prescrizione». Gli inquirenti sostengono che il medico, al momento della nascita di Giulia Maria Evita, avrebbe omesso «la corretta vigilanza delle condizioni cliniche» della madre ritardando una diagnosi che avrebbe evidenziato «la sofferenza fetale e la conseguente decisione di intervenire con un taglio cesareo urgente». «Successivamente - si legge nel capo d’imputazione - in presenza di una contestuale urgenza» il dottore avrebbe effettuato in prima persona sia un intervento sull’utero della madre che il parto cesareo, «privilegiando quello di revisione della cavità uterina». Secondo gli inquirenti, un cesareo effettuato prima avrebbe evitato un grave danno celebrale alla piccola «e il successivo decesso».
Muore a 5 mesi Ginecologo a processo
A Giulia Maria Evita è stata strappata la vita quando aveva solo cinque mesi. Secondo la procura della repubblica di Roma si tratta di un omicidio colposo commesso da L.B., il ginecologo che fece...