Roma Capitale

Aveva bevuto troppo. Stuprata dopo la festa dei suoi 18 anni

Per smaltire la sbornia si era fermata a casa di un egiziano appena conosciuto

Violentata il giorno del suo diciottesimo compleanno. È successo l’altra notte, in un appartamento in zona Cornelia dove Michela (il nome è di fantasia, per tutelare l’identità della ragazza) aveva deciso di smaltire la sbornia presa in discoteca insieme a un ragazzo conosciuto durante i festeggiamenti e a un suo amico, unitosi ai due. Appena maggiorenne, la ragazza – residente nella periferia a Sud Est della Capitale – aveva deciso di brindare in un locale vicino a casa, nonostante le amiche avessero declinato il suo invito. Da sola in discoteca aveva conosciuto un coetaneo egiziano con il quale era nata da subito una simpatia. Qualche parola dolce, il primo bacio da maggiorenne allo scoccare della mezzanotte e la decisione di finire la serata in casa del ragazzo. «Sei troppo su di giri per farti vedere dai tuoi, vieni da me. Una bella dormita e domani sei come nuova», l’avrebbe convinta il giovane appena conosciuto. A loro due però si è unito un amico del ragazzo, suo connazionale, che li ha seguiti nell’appartamento. Una volta in casa, Michela si è chiusa con il ragazzo in una stanza, mentre l’altro egiziano ha aspettato pazientemente il momento adatto per mettere a segno il suo piano. Quando l’amico si era ormai addormentato, ha aperto la porta della camera svegliando Michela: «Lascialo dormire dai, vieni di là» le avrebbe detto. Convinta delle buone intenzioni del ragazzo, poco più grande di lei, la 18enne l’ha quindi seguito. Una volta soli, il 23enne l’ha però minacciata costringendola ad avere un rapporto sessuale con lui: stuprata, mentre l’altro ragazzo dormiva ignaro nella camera accanto. L’indomani Michela ha lasciato l’appartamento degli orrori insieme al giovane, finalmente svegliatosi. È stato durante il tragitto da casa alla metro che la 18enne ha confidato all’amico quanto era accaduto, prima di recarsi in un consultorio. «È solo un conoscente – le avrebbe risposto l’egiziano -. Ci esco da un mese neanche». È dal consultorio che sono stati avvertiti gli agenti del commissariato San Giovanni e da qui che sono scattate le indagini. Difficile per gli uomini agli ordini di Giancarlo Sant’Elia risalire all’aggressore. La ragazza, che non ricordava l’indirizzo dell’appartamento, è quindi riuscita a farsi dare un appuntamento dall’amico, nella stessa fermata metro Cornelia dove si erano salutati giorni prima. Insieme a Michela, e all’egiziano arrivato puntuale, si sono però presentati i poliziotti che, fatta irruzione nell’appartamento in cui era stata consumata la violenza, hanno trovato proprio l’aggressore. In casa, insieme ad un altro amico, anche quello che era stato definito «un semplice conoscente». T.A.R.E.M.T., egiziano di 23 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato.

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