Roma Capitale

Sulle piazze i residenti «sfiduciano» il Municipio

Damiana Verucci No al decentramento per le piazze storiche. I residenti del centro storico non ci stanno e respingono al mittente la proposta di chiedere al Comune che il potere decisionale sulle...

No al decentramento per le piazze storiche. I residenti del centro storico non ci stanno e respingono al mittente la proposta di chiedere al Comune che il potere decisionale sulle piazze storiche passi al Primo Municipio. In pratica sui tavolini, manifestazioni, mercatini e decoro in genere, meglio che ci pensi l’Amministrazione centrale. Una sorta di "sfiducia" nei confronti del mini parlamentino, che pur dichiarando dall’inizio del nuovo mandato che il decoro è la priorità, rischia di passare per quello che nei fatti fa tutt'altro. O almeno è ciò che gli rimproverano le varie associazioni dei residenti. Ieri, un’assemblea pubblica all’ufficio decentramento del Primo Municipio ha sancito il no al passaggio del potere decisionale ad oggi in capo al Campidoglio. Le piazze storiche non si toccano, avrebbero ribadito i residenti che temono che il «caso Navona» e la possibilità di rivedere il bando per bloccare il taglio dei banchi della tradizionale festa della Befana voluto dalla Sovrintendenza, possa essere replicato anche per altre questioni, per esempio tavolini, mercatini di Natale e quant'altro. Insomma, la presa di posizione della Presidente del Municipio Sabrina Alfonsi che aveva chiesto la proroga del bando oppure un minore numero di banchi tagliati rispetto ai quarantadue voluti dalla Sovrintendenza, avrebbe spaventato i residenti al punto da rigettare l'ipotesi maggiori poteri al Municipio. A questo punto l'ipotesi «integrazione o modifica del bando» sostenuta da Maurizio Pucci, responsabile progetti speciali del Gabinetto del Sindaco, potrebbe davvero aprire una frattura insanabile tra il Municipio e le associazioni dei residenti che promettono ogni azione possibile per evitare una deroga al piano proposto dalla Sovrintendenza per mettere ordine nella tradizionale festa natalizia. Dall’altra parte ci sono i titolari dei banchi, che ad andarsene da piazza Navona non ci pensano proprio. «Siamo disposti ad incatenarci - tuona Mario Tredicine, della Confcommercio - a queste condizioni la festa non può svolgersi». Oggi scadono le 48 ore di tempo per cercare una soluzione che accontenti tutti. Sempre che ci sia.

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