All’Ufficio Contravvenzioni di via Ostiense non si parla d'altro: «Hai visto le notizie sul sindaco? Pare che sia entrato in centro senza permesso e noi qui a perdere giornate intere per contestare le multe....» . È martedì mattina, uno schermo manda in onda senza audio una partita di biliardo tra professionisti. Non è una giornata di pienone, di quelle che gli impiegati al primo piano del corpo D del grande palazzo di via Ostiense 131 L, sono abituati a vedere. Eppure l’attesa è tanta e tra un numero e l’altro che scorre sul display rosso, l’occasione è ghiotta per parlare di quello che è accaduto a Marino e al suo ormai noto pandino rosso. «I giornali scrivono che è un giallo – dice Sabrina che è venuta a contestare una multa di 165 euro a suo dire già pagata – ma che giallo? Si sarà comportato come tutti i politici, che predicano bene e razzolano male. A noi però le multe non ce le toglie nessuno». Silvia è venuta con la figlia, è in attesa da più di un’ora. Volto scuro e tirato, appena le domandi cosa pensa del «caso Marino» è un fiume in piena. «Guardi – e fa vedere la multa che le è stata elevata l’altro ieri a Trastevere – ho il regolare permesso Ztl eppure hanno fatto la multa alla mia macchina regolarmente parcheggiata. Ho dovuto chiedere un giorno di permesso per stare qui e poi leggo che il sindaco che ci chiede di andare a piedi e prendere i mezzi, avrebbe goduto di una specie di autotutela? Che vuole che le dica, siamo degli sciocchi a stare qui e a non ribellarci». Le sue parole scatenano altri racconti e altre storie, alcune veramente da non credere. Francesco Cascio ha una piccola società di NCC, sono cinque anni che gira da un ufficio all’altro per contestare un verbale di 7 mila euro. «Ho informato l’Ufficio Mobilità del Comune del cambio targa di una mia autovettura, ma per un errore la nuova targa non è stata inserita nella banca dati così questa macchina è stata multata più volte per essere entrata nella Ztl. L'Ufficio Mobilità mi ha dato ragione e mi ha detto che avrebbe risolto la cosa ma non ha mai comunicato questo errore all'Ufficio Contravvenzioni e quindi le sanzioni hanno continuato a maturare interessi». A Francesco hanno consigliato di fare ricorso al giudice di pace, altro tempo perso e altra attesa infinita. Quella che è disposto a fare Matteo «pur di non dare ragione all’Amministrazione. Se sono cinque giorni che non si parla d’altro che delle multe di Marino non capisco perché nessuno parla mai dell’odissea di un cittadino che si trova sbattuto da un ufficio all’altro per dimostrare, spesso, di avere ragione». A lui i vigili contestano di essere passato sulla corsia dedicata agli autobus, «ma la raccomandata è arrivata a un altro indirizzo rispetto alla mia residenza. Questa multa non la pagherò mai». E la multa giura che non la pagherà neanche Andrea, 38 anni. Ha preso una contravvenzione perché è entrato per sbaglio nella zona a traffico limitato senza averne diritto. «Ero sovrappensiero, ho fatto subito marcia indietro ma ormai la telecamera aveva fatto la foto. Ho contestato e il giudice di pace mi ha dato ragione, ecco la sentenza (e la mostra, ndr). Vuole farsi una risata? Mi è arrivato un nuovo verbale sulla stessa sanzione con gli interessi di mora». In pratica il doppio dell'importo. «Oggi sono qui a cercare di spiegare la situazione ma sono sicuro che sarà difficile farsi togliere questa sanzione». E il caso Marino? «Il sindaco del "tutti a piedi" dovrebbe venire qui a contestare le multe per l’ingresso nella Ztl, fare la fila come tutti noi, perdere giornate intere per cercare di capire come non pagare e poi può andare sui giornali a dichiarare che qualcuno sta cospirando alle sue spalle».
«Sindaco, venga qui a contestare i verbali e se c’è da pagare paghi, come noi»
All'Ufficio contravvenzioni tra file, dubbi e notifiche sbagliate
