Piove a San Lorenzo ma non ci sono nuvole in cielo. È mezzanotte, il popolo della movida, intento a schiamazzare fuori dai bar, in mezzo alla strada, rivolge lo sguardo all’insù e si chiede da dove arrivi tutta quest’acqua. Qualcuno apre gli ombrelli, qualcun altro cerca un riparo. I ragazzi del sabato sera rientrano in fretta nei locali dove la musica continua a risuonare ad alto volume. Poi qualcuno capisce che non si tratta di pioggia, l’acqua arriva direttamente dai palazzi di via degli Ausoni. Gli impianti degli annaffiatoi che si trovano sui balconi degli edifici tra piazza dei Sanniti e via dei Sabelli sono stati indirizzati nel verso «sbagliato», proprio sulla strada. È l’ultima mossa dei residenti contro la cosiddetta movida selvaggia? Loro fanno spallucce: «Non ce ne siamo accorti, qualcuno si sarà sbagliato». Resta il fatto che l’effetto è stato quello desiderato. La battaglia dei cittadini di San Lorenzo contro il frastuono del popolo della movida va avanti ormai da tempo. Sono anni che i residenti si battono contro gli schiamazzi notturni, d'estate e d'inverno. Un anno fa gli abitanti di via degli Ausoni si misero d’accordo e appesero dei lunghi lenzuoli alle pareti dei palazzi per denunciare l’assenza di regole con scritte del tipo «lasciateci dormire» e «fate silenzio». «Neppure le ordinanze anti-alcol che si sono succedute in questi anni, l’ultima scaduta lo scorso 31 ottobre, hanno impedito a questa gente di bere tranquillamente davanti alle nostre case e renderci la vita impossibile» raccontano alcuni residenti stanchi della situazione. Chissà se la «pioggia artificiale» che l’altra sera per due ore si è abbattuta sui cocktail scoraggerà di qui in avanti gli amanti del sabato notte.
San Lorenzo
Residenti esasperati «innaffiano» la movida