Giornata difficile quella di ieri per il primo cittadino che, dopo l’avvio stop&flop della metro C si è precipitato ai Fori Imperiali dove, l’altra notte, è caduto un pino. tragedia sfiorata e chiusura, tra lo stupore dei turisti, del primo tratto, da piazza Venezia a largo Corrado Ricci. Un sindaco infuriato che ha chiamato a raccolta l’assessore all’Ambiente, Estella Marino, vigili del fuoco e Servizio Giardini. Un colpo al cuore per il sindaco che si è trovato, quasi fosse un destino beffardo, i Fori Imperiali talmente pedonalizzati da vietarne l’accesso agli stessi pedoni: «Non me ne vado di qui fin quando non si riapre la strada e non si ripristina la viabilità - ha tuonato Marino - è una situazione inaccettabile. Questo è più degli Champs-Élysées a Parigi. Non si può chiudere una strada come questa. Non si può morire di burocrazia». Poco dopo la nota dell’assessorato all’Ambiente che annuncia un check-up e la potatura degli alberi di via dei Fori imperiali. «Il motivo della caduta dipende dal fatto che gli alberi arrivano a un certo punto e, dopo una serie di sollecitazioni accumulate nel tempo, cedono - ha spiegato Rocco Sgherzi, docente universitario de La Sapienza - con un primo screening abbiamo identificato che su 18 alberi, 6 piante hanno anomalie evidenti che necessitano quindi di un controllo. Intanto potiamo in modo da alleggerire le chiome». Giornate difficili per l’assessore Estella Marino, che ha già dovuto affrontare lo choc della caduta dell’Alberone. «Siamo ricchi di alberi anziani quindi è necessario lavorare sul rinnovo delle alberature - dice la Marino - una questione con cui ci siamo confrontati da inizio consiliatura. Per questo abbiamo costruito il nuovo appalto per le potature che comprende anche verifica, controllo monitoraggio e sostituzione soprattutto quando abbiamo emergenze. Sabato eravamo in via Ronciglione perché, dopo i controlli e la valutazione del rischio, si è definito che sei alberature dovevano essere rimosse ma le proteste dei cittadini non ce lo hanno consentito. Questo per far capire che noi non lo facciamo perché ci divertiamo ad abbattere gli alberi ma perché, come è evidente, ce ne sono alcuni ormai arrivati a fine ciclo vita che vanno rimossi e sostituiti e l’impegno dell’Amministrazione è mettere un po’ di fondi anche per la ripiantumazione e alberature nuove». Un episodio, quello della caduta del pino ai Fori che per l’ex sindaco Alemanno conferma come «il degrado e l’incuria sia arrivato a colpire non solo le periferie romane totalmente abbandonate a se stesse, ma anche il cuore di Roma, quei Fori Imperiali che Marino ha voluto chiudere come primo atto dopo il suo insediamento. Una decisione che destò non poche critiche e soprattutto caos per la circolazione e che non ha arrecato alcun vantaggio ai romani, se non lasciare al degrado e all’incuria l’intera area arrivando ad uccidere una delle via più famose al mondo come i Fori Imperiali».
Cade un pino. Fori vietati ai pedoni
Tragedia sfiorata. Marino furioso: lavori a oltranza per riaprire la via
