Da un lato alcuni residenti infastiditi dagli schiamazzi dei bambini in strada. Dall'altro la rivolta delle mamme che rivendicano il diritto per i loro figli di divertirsi all'aria aperta e in compagnia, invece di isolarsi di fronte ai videogiochi. Nel mezzo l'amministrazione comunale che ha deciso di fissare nella piazzetta di fronte la scuola elementare un “Divieto di praticare giochi di qualsiasi genere sulle strade pubbliche o aperte al pubblico transito che possono arrecare intralcio e procurare danni”. Con tanto di segnale stradale fissato davanti l'istituto Manzù. Succede ad Ardea, paese della provincia di Roma, che il gioco dei bambini scateni una vera e propria guerra tra fazioni cittadine. La storia, riportata dal sito InTerris.it, suona quasi surreale. Eppure il divieto esiste, e un assessore lo difende in nome della “sicurezza” per i bambini. La minoranza solleva il caso in Consiglio comunale, mentre mamme e nonne non ci stanno e sottolineano che non solo il luogo dove giocano i piccoli è del tutto sicuro, perché recintato, ma fanno presente che non esistono altri spazi pubblici in paese dove sia possibile praticare i classici giochi di strada, fondamentali come momenti di confronto e di crescita, soprattutto in una realtà come quella di un piccolo centro. Il segnale è stato imbrattato con della vernice verde, e sullo stesso palo del divieto qualcuno ha appeso un cartello con scritto: “Se i nostri bambini non possono giocare a questa età, cosa devono fare: drogarsi? Vergogna.”
A Ardea il Comune vieta ai bambini di giocare. Rivolta delle mamme
Residenti infastiditi dagli schiamazzi. E' guerra in paese per il divieto posto nella piazza di fronte la scuola elementare
