Colpo di scena, l’ennesimo, a Palazzo Senatorio da dove il sindaco Marino grida al complotto. A sorpresa, ieri, quando la notizia delle sanzioni "sparite" elevate al primo cittadino per aver circolato all’interno della Ztl con il permesso scaduto, stava perdendo forza, il vento del complotto ha rigonfiato le vele di una vicenda senza precedenti. In un video il primo cittadino, giacca blu e cravatta rossa spiega: «Ho appreso e subito denunciato all’Arma dei carabinieri un fatto molto grave. Qualcuno si è introdotto abusivamente nel sistema informatico del Campidoglio, della capitale d'Italia, protetto da sistemi di sicurezza, ed ha falsificato i dati relativi ai permessi di circolazione di cui io disponevo. In altre parole si è voluto creare elettronicamente un dossier falso per dimostrare che io non avessi diritto a circolare liberamente per le zone a traffico limitate. È facilmente dimostrabile dal fatto che in una stampata di due giorni fa il permesso di due giorni fa esisteva, e in una stampata odierna il permesso è scomparso. Si tratta di un reato molto grave, punito con pene fino ad otto anni di reclusione, ma è per la preoccupazione di quanto stia accadendo che ho voluto immediatamente recarmi subito dai carabinieri. È chiaro che questa amministrazione sta pestando i piedi a molte persone che preferirebbero una capitale che funzioni sulla base di favori e forse anche di tangenti. Bene, noi siamo diversi e non ci facciamo spaventare da questo clima e da questa attitudine a costruire dossier falsi». La vicenda ora, con molta probabilità finirà in procura. Davvero rischiare otto anni di galera per quattro multe? E se la maggioranza del Pd cerca, con imbarazzo, di fare scudo al primo cittadino, per evitare forse le elezioni anticipate, l’opposizione si scatena, chiedendone le dimissioni. Per il senatore Ncd Augello, si tratta della quinta versione fornita dal sindaco e auspica ora l’intervento della magistratura. Il consigliere Cantiani chiede un accesso agli atti, la Belviso parla di paradossale Watergate. Difficile credere al complotto. A una "manina" oscura artefice di un dossier altrettando oscuro. Più facile pensare a un’ingenuità. Un papocchio amministrativo al quale rimediare agendo da primo cittadino, nel senso politico del termine, ovvero pagare queste multe, fossero otto, sei o quattro. Unica soluzione, questa, per i "comuni" cittadini che se sbagliano, anche per dimenticanza o per ingenuità, devono comunque mettersi le mani in tasca. Come legge pretende.
Multe cancellate. Marino grida al complotto
Colpo di scena sul caso delle contravvenzioni «sospese» al sindaco, che in un video accusa: manomesso il cervellone del Campidoglio. Il permesso provvisorio c’è, ma è valido solo per 10 giorni
