Inpiena emergenza maltempo i vigili mettono i sigilli alla sede della Protezione civile. Un provvedimento paradossale quello che, ieri mattina, è stato preso nei confronti dei volontari di Ponte Marconi, la cui base logistica è posizionata proprio sugli argini del fiume Tevere vista anche la tipologia di mezzi dei quali dispongono, barche e gommoni, più volte utilizzati in caso di bisogno anche durante le passate alluvioni. «Pericolo esondazione del fiume Tevere - si legge sul cartello affisso assieme ai sigilli all’ingresso della strada che conduce alla sede di ponte Marconi - a seguito dell’innalzamento del fiume il dipartimento Tutela ambientale-Protezione civile dispone la chiusura e il divieto di accesso alle banchine». La decisione è stata presa, in via precauzionale, durante la notte di ieri: visti i livelli registrati all’idrometro di Ripetta, 7,37 metri alle 6 del mattino, in via precauzionale dall’amministrazione è partito l’ordine di limitare l’accesso alle banchine del Tevere e dell’Aniene per ragioni di sicurezza. I vigili intervenuti anche a ponte Marconi, senza considerare però i volontari della Protezione civile che accedono alla base operativa da lungotevere San Paolo. Il danno oltre la beffa perché, in questi giorni, gli operatori sono intervenuti ad Ostia; coi sigilli sono stati ‘sequestrati’ sulle banchine anche i mezzi, dai gommoni alle idrovore per pompare acqua, che in caso di esondazione sarebbero stati utili.La situazione è tornata alla normalità nel tardo pomeriggio quando, compresa l’assurdità dell’iniziativa, i nastri gialli sono stati rimossi.
Sigilli alla protezione civile
Inpiena emergenza maltempo i vigili mettono i sigilli alla sede della Protezione civile. Un provvedimento paradossale quello che, ieri mattina, è stato preso nei confronti dei volontari di Ponte...
