Sosta e multe, una "jattura" per il sindaco Marino. Dopo il tira e molla sul parcheggio riservato al Senato, spuntano ora multe sospese per un permesso Ztl scaduto, o meglio, come precisato dal Campidoglio, un permesso "a tempo" inserito in una lista "non rilevabile" dalle telecamere. «Calunnie di basso profilo» replica il primo cittadino ancora ieri, dopo una giornata di affannata ricerca della verità, per nulla facilitata dalla prefettura: se infatti il sindaco avesse fatto ricorso al prefetto avrebbe violato la legge e violare la legge per non pagare le multe, in una città tartassata da sanzioni di ogni tipo, avrebbe significato nuove elezioni. Così, mentre le opposizioni si scatenavano, con tanto di Sveva Belviso (Altra destra) armata di cariola stracolma delle multe dei romani, gli uffici capitolini "studiavano" il contrattacco, nell’attesa del rientro di Marino, volato a Milano per l’assemblea Anci nel bel mezzo dell’emergenza meteo. In serata, i dubbi (non tutti) vengono chiariti da una nota del Campidoglio, con la quale si risponde all’interrogazione del senatore Augello. Una nota da tenere da conto, nel caso in cui ci s’imbattesse nelle stesse vicende. Oltre a ricordare che il sindaco ha diritto a tre permessi Ztl e che Marino invece ne ha richiesto solo uno, rilasciato con decorrenza 23 giugno 2013 e scadenza 23 giugno 2014, si precisa: «Il rinnovo di detto permesso è intervenuto, in ragione di un ritardo amministrativo, solo in data 21 agosto 2014. I passaggi registrati tra il 24 giugno e il 20 agosto 2014 non sono, conseguentemente, ascrivibili ad una perdita dei requisiti da parte del titolare del veicolo e pertanto non sono oggetto di violazione amministrativa. In ragione di ciò, non ricorrevano le condizioni per proseguire il perfezionamento dell’iter sanzionatorio. Si è pertanto proceduto al blocco degli accertamenti mediante l’istituto dell’«autotutela», attraverso la procedura informatica, così come avviene in tutti i casi analoghi. È da precisare che la procedura informatica utilizza il termine "ricorso" in modo atecnico, includendovi l’autotutela. L’utilizzo del termine "ricorso" non è, dunque, in alcun modo riconducibile al ricorso al Prefetto né al giudice di pace». A cornice di ciò, abbiamo trovato, l’ormai famosa panda rossa di Marino parcheggiata nei pressi del Pantheon a ridosso di una fontanella e sporgente rispetto alla carreggiata. Non solo, sempre ieri in Campidoglio, nello splendido slargo che sovrasta i Fori, abbiamo scoperto una sosta selvaggia senza precedenti. Insomma, si perde il pelo ma non il vizio, che anzi propaga a macchia d’olio.
Marino multato e graziato senza permesso
Il Comune spiega: il sindaco aveva diritto a entrare in centro storico. Nessun ricorso al prefetto per le nove multe collezionate nella Ztl
