Roma Capitale

Sfratto vietato, c’è Action

Tredici tentativi di sgombero andati a vuoto nonostante lo sfratto esecutivo per morosità. Davanti al muro dei movimenti per la casa, di Action in particolare, hanno le mani legate i proprietari...

Tredici tentativi di sgombero andati a vuoto nonostante lo sfratto esecutivo per morosità. Davanti al muro dei movimenti per la casa, di Action in particolare, hanno le mani legate i proprietari della palazzina al civico 30 di via Lucciano, nel VII municipio, che da più di un anno non riescono a riprendersi l’immobile che vorrebbero riqualificare e trasformare in un hotel. L’occupazione continua da fine 2012, cioè da quando i primi inquilini sono stati raggiunti dall’ordine di sfratto esecutivo dei giudici causa morosità: «Abbiamo cercato di andargli incontro in ogni modo - spiega l’amministratore Claudio Faustini - prima riducendo il canone d’affitto, poi cercando di concedergli più tempo per trovare un’altra sistemazione, qualcuno di loro ci voleva anche riconsegnare le chiavi di sua volontà». Tutto cambia quando entra in scena Action: «Nessuno ha più pagato l’affitto neanche in parte - continua l’amministratore - ed ogni volta che ci presentiamo con l’ufficiale giudiziario per fare accesso alla proprietà ci troviamo il picchetto dei movimenti per la casa, che con fare provocatorio ci ripetono che non riusciremo mai a mandarli via». Più di cinquanta persone, che si sommano ai 39 inquilini della palazzina, per lo più stranieri, che puntualmente bloccano l'ingresso e quindi l’allontanamento degli abusivi. In un’occasione c’era anche il consigliere Sel in Campidoglio Peciola. «La casa è un diritto, ci dicono ogni volta, d’altro canto è anche nostro diritto riprendere possesso di una proprietà privata alla luce della decisione di un giudice», continua Faustini. La società, assistita dal legale Antonio Fabrizi, da mesi tenta di richiamare l’attenzione delle istituzioni: «La Questura chiede assistenza al Comune, il Comune dice che non ha soluzioni alloggiative alternative, quindi loro restano dentro». Oltre al danno, 160mila euro solo per il mancato incasso degli affitti, il pagamento dell’Imu o delle utenze, anche la beffa: «Ogni tentativo di accesso, finora sono stati 13, ha un costo: 200 euro per l’assistenza del medico, 100 euro per le carte bollate, la spesa dell’assistenza legale», conclude Faustini. Il prossimo passo, in mancanza di novità, sarà una denuncia nei confronti del Questore per omissione di atti di ufficio.

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