Roma Capitale

I bimbi uccisi dalla mamma Sequestrata l’auto del padre

La Ford Mondeo di proprietà di Jeddoy Driss, marito della donna che lo scorso 27 ottobre ha ucciso a coltellate due dei suoi figli e ferito gravemente una terza, è sequestrata dalla Mobile per...

La Ford Mondeo di proprietà di Jeddoy Driss, marito della donna che lo scorso 27 ottobre ha ucciso a coltellate due dei suoi figli e ferito gravemente una terza, è sequestrata dalla Mobile per accertamenti. E intanto dall’autopsia si scopre che i due bambini di 3 e 9 anni uccisi dalla madre nell’appartamento di via Carlo Felice hanno lottato con tutte le loro forze per difendersi dalla follia omicida che aveva preso il sopravvento sui nervi della loro mamma, Khadija El Fatkhan, la quarantaduenne marocchina che ha ferito il marito e accoltellato i suoi tre figli, uccidendone due. A testimoniare la forza con cui i due bambini hanno cercato disperatamente di fermare le decine di coltellate inflitte dalla donna su ognuno dei loro corpi, con due diverse armi da taglio, sono i primi esiti dell'autopsia, effettuata dall'istituto di medicina legale della Sapienza. L'esame autoptico ha rivelato che i bimbi sarebbero morti prima della madre, uccisi con un coltello e successivamente sgozzati con una mannaia. Le ferite sulle loro braccia rivelano invece il loro tentativo, automatico, estremo e disperato, di porre un freno alle coltellate che gli venivano inflitte proprio dalla persona che avrebbe dovuto prendersi cura di loro, mamma Khadija. Il corpo senza vita della marocchina era stato ritrovato nella vasca da bagno, nell'appartamento in cui viveva, in via Carlo Felice. La cinghia della cintura non aveva retto il peso della donna e si era rotta facendo cadere in maniera scomposta il corpo all'interno della vasca. Gli inquirenti non vogliono tralasciare nessuna pista e così, venerdì scorso, hanno disposto il sequestro del veicolo con il quale il padre, ferito, si è recato all'ospedale San Giovanni. Ieri l'uomo è stato dimesso e, nei prossimi giorni, verrà ascoltato dagli inquirenti, desiderosi di sentire la sua versione dei fatti, narrata già due volte ma in maniera diversa. Nel frattempo il consolato del Marocco, tramite il legale di fiducia Domenico Naccari, si è attivato per il rimpatrio delle salme.

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