Roma Capitale

Capitale a rischio per due giorni Il piano del Comune

Erica Dellapasqua Continua l’allerta maltempo: da questa mattina e per le prossime 36 ore sono previste forti precipitazioni che, stando al bollettino della Regione, raggiungeranno a Roma i «50-110...

Continua l’allerta maltempo: da questa mattina e per le prossime 36 ore sono previste forti precipitazioni che, stando al bollettino della Regione, raggiungeranno a Roma i «50-110 millimetri». Si teme un’altra paralisi soprattutto nelle zone considerate a rischio frane e allagamenti, Piana del Sole, Prima Porta, Ostia-Infernetto, Settebagni, via Tiburtina, via Scorticabove, Corcolle e via Scartazzini, dove da ieri sera sono stati attivati presidi straordinari per un totale di 800 operatori e più di 50 associazioni di volontariato. C’è preoccupazione anche lungo il Tevere, nei pressi di Ponte Milvio: «Gli argini non tengono più, ad ogni pioggia restiamo col fiato sospeso», denuncia il presidente del Circolo Canottieri Lazio, l’avvocato Raffaele Condemi. In linea col piano di prevenzione del Comune, che ha convocato il Centro operativo a Porta Metronia, Ama ha intensificato le operazioni di pulizia di strade e tombini, mentre l’assessorato alle Infrastrutture avrà a disposizione 11 squadre per la manutenzione stradale in caso di emergenza. Sorvegliate speciali saranno le arterie di grande viabilità e la Panoramica a Roma nord, dove i problemi come detto restano gli stessi: «Dopo l’esondazione dello scorso anno - spiega Condemi che già in passato assieme all’associazione Amici del Tevere-Consorzio Tiberina aveva lanciato sos caduti nel vuoto - abbiamo organizzato due convegni, l’ultimo a settembre, ipotizzando un ‘contratto di fiume’, chiedendo insomma che ognuno di noi fosse incaricato della cura e della supervisione di un tratto del Tevere, ma ogni proposta resta sulla carta: bisogna capire che anche il clima è cambiato, ora la pioggia fa danni, questa condizione assieme al fatto che il fiume non viene dragato da vent’anni e al pessimo stato degli argini rende il quadro preoccupante. L’Ardis, l'agenzia regionale che si occupa della difesa del suolo, dice però di non avere risorse». Tra le aree a rischio c’è anche Ostia, colpita dal furto di cavi di rame che ha messo fuori uso alcune idrovore: «La funzionalità è stata ripristinata al 60% - ha rassicurato l’assessore comunale all’Ambiente Estella Marino - Sono state potenziate le idrovore anche a Prima Porta». Sul dissesto interviene anche Gianni Alemanno con un’interrogazione: «A quali interventi sono stati destinati i 2 milioni di euro a cui ha fatto riferimento il presidente del X Municipio, Andrea Tassone, durante il consiglio straordinario del 28 ottobre e quali sono i tempi di realizzazione?».

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