Tesserino con un identificativo digitale associato al materiale prelevato, la tracciabilità dei dati, nuovi supporti tecnologici, allarmi e sistemi di rilevazioni dati e la promessa che errori non possano più verificarsi. Riapre il reparto di procreazione medicalmente assistita al Sandro Pertini. Dopo sei mesi dallo scambio di embrioni che ne causó la chiusura - sono nati due gemellini biologicamente figli di un’altra coppia - il centro riprende le sue attività con una serie di cambiamenti in termini di innovazione e sicurezza. Alla conferenza stampa di ieri mattina, al'interno del centro, hanno preso parte il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e il direttore della Asl RmB, Vitaliano De Salazar. Nello specifico i lavori hanno consentito: l'introduzione di una nuova accoglienza e identificazione della coppia attraverso la produzione di una card contenente un identificativo abbinato al loro materiale biologico (un documento con fotografia, e un codice a barre); l'acquisizione di nuovi supporti tecnologici per migliorare le fasi di lavorazione; nuovi dispositivi di sicurezza (allarmi e sistema di rivelazione dati) che si attivano qualora l'identificativo della coppia e quello del materiale biologico non coincidano; un nuovo sistema informativo di gestione della tracciabilità di tutti i dati; la revisione delle fasce orarie di erogazioni delle prestazioni per evitare contemporaneità di attività ad alto rischio; l'aumento dei giorni di attività, accesso per non più di tre coppie al giorno; auditing esterno e interno per garantire standard qualitativi e procedure pianificate. «Dopo 10 anni (dall'approvazione della legge 40/2004 ndr), oggi possiamo dire che, entro dicembre, i centri operativi per la Procreazione medicalmente assistita saranno 21 su 48 centri registrati presso l'Istituto superiore di sanita' in possesso dei requisiti. 7 pubblici e il resto privati».
Riapre il centro
Al Pertini col tesserino digitale contro lo scambio di embrioni