Chiuso a chiave in una stanza della casa, in zona Vermicino, il corpo di Liliana Tardiola era stato ritrovato per terra, giaceva esanime su una pozza di sangue sgorgato copiosamente dalla testa dell'anziana. Secondo gli inquirenti, nell'aprile del 2012, la donna sarebbe rimasta vittima di una violenta rapina sfociata in un omicidio. Il sostituto procuratore Stefano Fava ha ritenuto che gli autori della violazione di domicilio, della rapina, dell'omicidio e della successiva ricettazione degli oggetti rubati, siano una banda composta da cittadini romeni. Il pubblico ministero ha quindi richiesto una condanna a sedici anni di reclusione, pena questa mitigata dalla scelta del rito abbreviato, nei confronti di Ioan Finta, la persona che si sarebbe occupata degli aspetti logistici. Sulle sorelle dell'uomo invece, Maria e Irina, pende una richiesta di rinvio a giudizio. Furono loro a ricevere dal fratello i gioielli ottenuti grazie alla rapina. Al momento invece non è possibile procedere nei confronti della persona ritenuta dagli inquirenti l'esecutore materiale del delitto, Tibor Osz Slizard, attualmente recluso in Romania a causa di un altro reato, un furto. I membri della gang sono stati accusati a vario titolo di reati che vanno dall'omicidio fino alla rapina passando per la ricettazione e la violazione di domicilio. Liliana Tardiola,81enne, era stata sorpresa nella abitazione in cui da diversi anni viveva da sola, una villa in via Tenuta di San Matteo. Furono i vicini dell'anziana ad allertare le forze dell'ordine. Da diverso tempo infatti, non sentivano rumori provenire dalla casa della signora. Liliana infatti era stata colpita alla testa con un corpo contundente e lasciata moribonda sul pavimento. Gli assassini, si erano allontanati dal luogo del delitto chiudendo a chiave la stanza dove poi la vittima era stata successivamente ritrovata. Gli indagati pensavano di averla fatta franca ma a inchiodarli erano state le testimonianze di alcuni vicini, incrociate con diversi riscontri biologici. Inoltre, nelle abitazioni dei rapinatori, fu ritrovata la refurtiva. Per gli inquirenti non era stato facile risolvere il caso. In un primo momento sembrava infatti che la donna fosse rimasta vittima di un incidente domestico, avvenuto in una casa dove vi era parecchia confusione a causa delle diverse cianfrusaglie accatastate fino al soffitto. Solo grazie alle accurate indagini svolte dal Nucleo Operativo della Compagnia di Frascati si era riusciti a dare un nome e un cognome ai rapinatori.
«Sedici anni all’assassino»
Andrea OssinoValeria Di Corrado Chiuso a chiave in una stanza della casa, in zona Vermicino, il corpo di Liliana Tardiola era stato ritrovato per terra, giaceva esanime su una pozza di sangue...
