Roma Capitale

Farmacap, bufera su nomine e costi

L’adesione ad Assofarm da 700mila euro contro il parere del dg

Sempre più tormentata la complessa storia di Farmacap, l’azienda sepciale capitolina che gestisce 40 farmacie comunali nelle perfierie. Sull’orlo del fallimento, il Campidoglio è dovuto già intervenire stanziando 15 milioni di euro (mai arrivati) per evitare la bancarotta. Solo di qualche settimana fa poi la Commissione comunale alle politiche sociali ha in qualche modo "ufficializzato" la strada della trasformazione in Spa, da sottoporre alla concertazione sindacale. Nessuno però si è accorto che da sette mesi l’azienda viene gestita da un commissario incompatibile. Francesco Alvaro infatti, nominato dal sindaco Marino con l’ordinanza 42 del 14 marzo e prorogato a maggio fino a nuovo consiglio di amministrazione è il Garante dell’Infanzia della Regione Lazio. Un "doppio incarico" ritenuto tuttavia incompatibile per legge. «È un gravissimo errore del sindaco Marino - tuona l’ex assessore alle Politiche sociali e oggi consigliera capitolina di Altra Destra, Sveva Belviso - Alvaro non poteva essere nominato e non solo, il Commissario invece di risanare l’azienda l’ha ulteriormente indebitata con potenziale dannoe rariale. Di tutto questo il primo cittadino dovrà rispondere perché questa nomina è frutto di una sua precisa scelta. Dovrà inoltre assumersi la responsabilità delle conseguenze economiche degli atti compiuti dallo stesso Alvaro. Lo prevede la legge, non è un’opinione». Se dunque il sindaco potrebbe incorrere in sanzioni, resta tutto da calutrare il danno economico. Il 22 aprile infatti Alvaro chiedeva l’adesione all’Assofarm, che ha accolto la richiesta il 6 maggio. Questo ha comportato un aumento vertiginoso dei costi, nonostante il parere contrario del direttore generale di Farmacap, Michele Guarino che con una nota allo stesso commissario chiedeva, il 13 maggio, la sospensione dell’adesione Assofarm e due giorni dopo entrava ancor più nel dettaglio. L’incremento del costi per Farmacap consistono in 709.712 mila euro per il 2013 e 512.818 euro per gli anni a venire a cui aggiungere il costo annuo associativo di 21.120 euro. Tutto questo, siamo a metà maggio, accadeva quando Farmacap era la prima della lista delle aziende da chiudere e il bilancio registrava una perdita di 6,6 milioni di euro. L’incompatibilità del commissario Alvaro è arrivata anche alla Pisana. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle del Consiglio regionale, Gianluca Perilli ne ha chiesto le dimissioni dall’incarico di Garante dell’Infanzia. «Il Lazio è la regione del "cumulo" oltre che di vitalizi anche di cariche - ha tuonato Perilli - spero che il presidente Leodori convochi presto il Consiglio regionale per la nomina del nuovo garante, sperando che questa volta sia qualcuno che si dedichi a tempo pieno alla tutela dei diritti dei bambini». Un doppio, caldissimo, fronte in cui a perdere di più sarà certamente Farmacap.

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