Finirà probabilmente in tribunale lo scontro tra il prefetto, Giuseppe Pecoraro, e il sindaco, Ignazio Marino, sulla trascrizione del primo cittadino di 16 nozze gay contratte all’estero nel registro di Stato civile della Capitale. Un atto fuori legge compiuto a pochi giorni dall’invio della circolare del Ministro Alfano ai prefetti in cui si specificava che il riconoscimento dei matrimoni tra omossessuali in Italia è nullo. Dopo le diffide a non trascrivere, gli avvertimenti della nullità degli atti, è arrivata ieri la richiesta ufficiale di Pecoraro al primo cittadino di procedere alla cancellazione delle trascrizioni. Di tutta risposta dal Campidoglio arriva un messaggio forte e chiaro: «Roma non cancella» è la scritta inviata ai social insieme all’annuncio di «aver avviato tutte le verifiche per opporci alla cancellazione delle trascrizioni». Poco dopo Marino incassa i complimenti del sindaco di New York. Il "cerino" giusto insomma per infiammare la polemica, nel giorno in cui i Giuristi per la Vita e l’Associazione Pro Vita Onlus hanno sporto formale denuncia alla procura contro lo stesso Marino «per il reato di inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità, previsto e punito dall’art. 650 del Codice Penale, contro il sindaco Marino e tutti i dirigenti, funzionari e impiegati della detta amministrazione comunale - si legge in una nota - che, in violazione di quanto tassativamente disposto dal Ministro dell’Interno e dal prefetto, hanno provveduto a trascrivere nei registri dello Stato Civile alcuni matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso. Non si spiega fra l’altro la dichiarazione pubblica resa da Ignazio Marino secondo cui avrebbe personalmente provveduto alla trascrizione per "non esporre dipendenti comunali" ai rischi derivanti dall’adozione di atti illegittimi, a riprova della piena consapevolezza da parte del Sindaco di agire contro la legge. È a dir poco azzardato giocare con le istituzioni per condurre personali lotte politiche o ideologiche. Staremo a vedere ora come procederà l’Autorità Giudiziaria in questa surreale vicenda». Praticamente "in guerra" la comunità gay per la quale l’atto di Pecoraro (di chiedere poi nient’altro che il rispetto della legge) «è un attacco durissimo contro i gay da parte del Governo Renzi - tuona il portavoce di Gay Center, Fabrizio Marrazzo - inutile dire che c’è un Ministro dell’Interno su cui pende una mozione di sfiducia in Parlamento per le manganellate agli operai, a cui il Premier Renzi lascia campo libero nel condurre una battaglia personale e politica, di parte, contro i matrimoni gay e i Sindaci che in tutta Italia stanno trascrivendo i matrimoni e le unioni civili». Con meno clamore solo l’altro ieri il prefetto di Udine ha annullato le trascrizioni delle nozze gay effettuate dal sindaco inviando un commissario ad acta con tanto di timbro "annullato d’ufficio". Quello che probabilmente accadrà ora a Roma. Con più clamore certo perche siamo nella Capitale e nella città del Papa. Un affronto politico serio quello di Marino, una mancanza istituzionale grave. Se la legge non la rispettano i sindaci, come imporla al "comune" cittadino?
Nozze gay, il prefetto ordina l’annullamento
Pecoraro invia la richiesta ufficiale. Il sindaco Marino insiste: «Roma non cancella»