Roma Capitale

«Ma questa legge sull’edilizia è già superata»

Si sarà pure rifatto il "trucco" ma sostanzialmente il "nuovo" Piano casa approvato nottetempo dalConsiglio regionale ricalca quello targato Polverini-Ciocchetti. Una normativa che per l’assessore...

Si sarà pure rifatto il "trucco" ma sostanzialmente il "nuovo" Piano casa approvato nottetempo dal Consiglio regionale ricalca quello targato Polverini-Ciocchetti. Una normativa che per l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Giovanni Caudo, è di fatto superata. Assessore, il nuovo piano casa non sembra convincerla, come mai? «Con l’assessore Civita abbiamo lavorato insieme nella fase iniziale e abbiamo condiviso una serie di impegni. Sono infatti convinto che occorra uscire dalla logica del Piano casa, frutto di un accordo tra Stato e Regioni sotto il governo Berlusconi, oggi le esigenze sono sensibilmente cambiate». Tra le critiche avanzate quella sulla proroga di due anni al vecchio piano. «La proroga in effetti è contraddittoria ma capisco anche le dinamiche politiche del Consiglio regionale». Sull’housing sociale però si è data un’indicazione preziosa, diminuendo la percentuale per i nuovi interventi su aree libere e aumentandola in caso di interventi sull’esistente. «C’è chi dice che quando ci sono parole inglesi in mezzo, dietro c’è sempre qualcosa di "misterioso". Al di là delle battute l’housing sociale può essere davvero lo strumento per dare risposte concrete. Per il Piano casa attualmente in vigore abbiamo rilasciato circa 40 permessi a costruire, di questi quattro hanno già ricevuto il via libera dall’Assemblea capitolina ed equivalgono a 800 alloggi. Il punto però è un altro. Come assegnare questi alloggi? Chi li gestisce? Chi controlla le case affittate e quali sono le priorità? Persiste insomma un preoccupante vuoto regolamentare da colmare il prima possibile». Scusi assessore, ma se il Piano casa approvato l’altra notte è già vecchio, cosa serve davvero di "nuovo"? «Serve una legge di sistema sull’urbanistica che fornisca nuovi strumenti per la rigenerazione urbana che è la vera chiave di volta per non consumare nuovo territorio e per rilanciare economicamente il settore edile. Non a caso l’unico settore in crescita quest’anno con un incremento del 3,6%, è quello delle manutenzioni e ristrutturazioni». La rigenerazione urbana è un suo "pallino" fisso da quando ha assunto la guida dell’Urbanistica capitolina, come vanno le cose? «Insieme a RomaLab abbiamo messo in campo progetti significativi, tuttavia dobbiamo letteralmente inventarci le modalità operative, ad esempio se si deve demolire un immobile abitato come gestire il "trasloco" delle persone? Ci sono incentivi? Come trattare i materiali delle demolizioni?». Eppure il Piano casa era stato presentato come il volano dell’economia romana e laziale. «Troppo semplice dire che con le deroghe si mette in moto l’economia. Nel 2014, fino a metà ottobre, abbiamo rilasciato 360 permessi a costruire, di questi circa 40 sono riferibili al Piano casa. Cresce, come detto, il settore delle manutenzioni, ristrutturazioni, demolizioni e ricostruzioni. Rigenerazione urbana insomma». A Civita cosa dice? «Di fare in fretta una nuova legge di sistema e non ci sarà bisogno di arrivare alla proroga del 2017 per il piano casa. Si può superare prima».

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