Rosetta Francesconi, amministratrice della Roma Sport Center, che gestiva i centri sportivi a Villa Borghese e Viale Somalia, respinge le accuse mosse dall’imprenditore romano Daniele Pompili. La donna è indagata dalla Procura di Roma per truffa. Stando agli accertamenti investigativi avrebbe intascato le quote di adesione al circolo da circa 100 clienti - pur essendo imminente il fallimento -, facendo sparire denaro per centinaia di migliaia di euro. Tuttavia tiene a precise che le notizie sulle «indagini in corso», «salvo accertamenti ignoti alla interessata, non paiono rispondere al vero». Inoltre, ritiene che le dichiarazioni rilasciate a Il Tempo dall’imprenditore romano Daniele Pompili (nell’edizione del 23 ottobre 2014), non sarebbero corrette. La Francesconi, infatti, afferma che è falsa l’affermazione di Pompili, secondo cui il fallimento «sarebbe l’esito di una frode della titolare nei confronti dell’ente Saba». Difatti, stando a quanto precisa, «come già pubblicamente rappresentato nel corso di una riunione presso il Comune di Roma, è posizione della Francesconi quella per cui la Saba, abusando degli strumenti di diritto, abbia “strangolato” la attività della Roman Sport Center, al solo fine di entrare in possesso della importante struttura sportiva, così coinvolgendo però 90 famiglie dei lavoratori, e nonostante si tratti di spazi pubblici. Su tale aspetto verrà avviata azione risarcitoria». Infine assicura che le somme incassate non sono state distratte su altri conti, ma sono tutte rendicontate.
Inchiesta Roma Sport Center
La Francesconi si difende «Nessuna frode alla Saba»