Un altro anno di ritardo sulla consegna della stazione San Giovanni della linea C. E ora siamo a cinque. In attesa di conoscere la data definitiva di apertura della prima tratta Pantano-Centocelle («entro la prossima settimana», assicurano dal Campidoglio) continuano ad arrivare segnali negativi da quello che è il traguardo fondamentale della prima parte della terza linea del metrò di Roma. Giovedì mattina, durante una riunione della Commissione speciale in Campidoglio, il presidente di Roma Metropolitane, Paolo Omodeo Salè, ha confermato che «siamo in ritardo di almeno sei mesi sulla consegna rispetto all’ultima scadenza stabilita, prevista per il 30 giugno 2015. Considerando anche il collaudo, sarà difficile aprire al pubblico prima del 30 giugno 2016». Secondo il contratto d’appalto, la linea sarebbe dovuta essere funzionante fino a San Giovanni dal 30 aprile 2011. Il blog del Comitato «Metro x Roma» nei giorni scorsi ha pubblicato delle foto inedite dell’interno del cantiere, dove si vede come i lavori siano tutt’altro che in stato avanzato. «Dopo il blocco dei cantieri e gli scioperi di fine 2013 - racconta Nicola Franco, patron dell’Ecologica 98, la ditta edile che opera a San Giovanni - la ripresa delle attività è stata lenta. Possiamo dire che abbiamo ripreso davvero a regime da febbraio scorso. Ora lavoriamo 10 ore al giorno su due turni. Poi ogni tanto si presentano problemi per cui dobbiamo fermarci. L’ultimo, un mese fa, quando il ritrovamento di una radice paleolitica ci ha bloccato per ben 15 giorni». A quando la consegna? «I lavori edili finiranno per la prossima estate. Poi ci saranno quelli meccanici». Se la futura linea C piange, il tpl esistente non ride. Ieri il sindaco Ignazio Marino e l’assessore alla Mobilità Guido Improta, si sono recati dal procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, per presentare una memoria che ricostruisce la vicenda del lodo arbitrale tra Atac e Tevere Tpl (ora Roma Tpl), il consorzio che gestisce le linee bus periferiche, puntando il dito contro la precedente amministrazione di centeodestra, guidata da Gianni Alemanno. Nei giorni scorsi, un decreto ingiuntivo del valore di 77 milioni ha portato al pignoramento dei conti Atac, mettendo a o rischio l’attività della municipalizzata dei trasporti. Il contenzioso, inizialmente di 31,5 milioni come da lodo arbitrale del 2009, è lievitato fino a quota 96 milioni. Il Campidoglio contesta la validità di quel lodo, ma ieri a margine dell’incontro con il capo della Procura di Roma, Marino ha sparato a zero sul suo predecessore: «Non capiamo - ha spiegato il primo cittadino - perché non solo la precedente amministrazione non si sia attivata per contestare il lodo, ma non abbia neppure iscritto nel bilancio comunale le risorse necessarie per il pagamento». È la seconda volta in meno di un mese che Marino deve far visita a Pignatone per i trasporti in citta'. La prima volta fu nei giorni precedenti alla prevista apertura proprio della linea C, quando il Ministero Infrastrutture e Trasporti bocciò carte e collaudi.
Ecco lo scatto segreto che inchioda la Metro C
Lavori in alto mare. Ci salirete (forse) nel 2016
