Roma Capitale

Piano casa Rissa sfiorata alla Pisana

Maxiemendamento di giunta a sorpresa su nuove regole edilizie e ambientali

Un blitz a sorpresa quello organizzato dall’assessore al Territorio della Regione Lazio, Michele Civita, in accordo col capogruppo Pd alla Pisana. Marco Vincenzi. La "posta" in gioco del resto è alta: l’approvazione finale del piano casa della Regione. Vincoli, incentivi, semplificazione per far ripartire l’economia, ovvero il settore edile, e dare risposte sociali all’emergenza abitativa. Dopo mesi lavoro maggioranza e opposizione avevano di fatto raggiunto un accordo: il ritiro di migliaia di emendamenti in cambio di un confronto serio e costruttivo sulle modifiche proposte. Solo il centodestra aveva ritirato oltre 1500 emendamenti. Dietro anche la strategia di bloccare l’eventualità di un maximendamento di giunta che, come prassi vuole, cancella il dibattito in Aula, "ghigliottinando" ogni possibile proposta. Per questo ieri quando è arrivato il testo del maximendamento della Giunta, alla Pisana è scoppiata la bagarre, con tanto di lancio di fogli, grida di "vergogna" e i 5 Stelle che hanno consegnato "mattoncini" simbolici all’assessore Civita e rissa sfiorata tra il capogruppo Fi, Luca Gramazio, e il vicepresidente d'Aula, Massimiliano Valeriani. Francesco Storace, tra i più infuriati, rivolgendosi alla presidenza ha affermato di essere «stanco di essere preso per il c.. dall’assessore Civita». I lavori del Consiglio sono stati ovviamente sospesi. Durissimo anche il consigliere del Misto, Pietro Sbardella: «Una scorrettezza istituzionale senza precedenti per come è stata architettata e portata avanti di cui il presidente Zingaretti dovrà dare conto ai cittadini del Lazio. Avevamo stilato, d'accordo con Civita, un calendario dei lavori d'aula che prevedeva giovedì sera di discutere la legge a oltranza. In tal senso - continua - l’opposizione ha ritirato gran parte degli emendamenti, scesi in totale sotto i 200 degli iniziali 2.700, proprio per lasciare quelli più significativi, chiedendone la discussione in Aula, dichiarandosi disponibile a una ulteriore riduzione». La capigruppo indetta dal presidente del Consiglio, Daniele Leodori, è durata due ore ed è servita a sedare gli animi. Al termine infatti più di un esponente si è detto ottimista sul ritiro del maximendamento. A seguito della bagarre, Leodori ha convocato la capigruppo che potrebbe aver parzialmente riavvicinato le parti, come fatto intendere dallo stesso capogruppo 5 stelle, Gianluca Perilli: «Speriamo che la maggioranza abbia recepito le nostre istanze e la nostra indignazione per le modalità con cui è stato effettuato l'intervento di Giunta. Chiediamo e ci auguriamo - ha detto Gianluca Perilli (M5S) che chi di dovere torni sui propri passi e la maggioranza si è presa un po’ di tempo per riflettere su questo». Ottimista per un riavvicinamento tra le parti anche il capogruppo della Lista civica Zingaretti, Michele Baldi: «Spero che ci possa essere un dialogo tra maggioranza e opposizione per fare una buona legge, condivisa». Maxiemendamento ritirato? «Vediamo». Il consiglio è stato convocato per oggi pomeriggio, quando si capirà se sarà la giunta a fare un passo indietro, ritirando appunto il maximendamento o se lavori dell’Aula verranno mortificati strozzando il dibattito. Dall’opposizione e votare gli emendamenti rimasti, riducendone ulteriormente il numero. In entrambi i casi si dovrebbe arrivare alla votazione e approvazione della proposta di legge. La seduta è stata convocata a oltranza.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.