La politica della Polizia Locale è finalizzata unicamente a «prelevare denaro dalle tasche dei cittadini». Firmato: i vigili urbani di Roma Capitale. I quali sono tornati a minacciare lo sciopero generale. Ieri mattina, i sindacati Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl, insieme alla sigla autonoma Sulpl, hanno manifestato in un’assemblea con i lavoratori tutto il loro malcontento per la linea dettata dal Gabinetto del sindaco Ignazio Marino (che detiene a sé la delega politica) e dal Comandante Raffaele Clemente. Dallo Street Control, il sistema di multe a strascico contro le doppie file che dovrebbe entrare in funzione a breve, ai servizi di autovelox mobili, gli agenti sono da tempo in polemica con il Comando generale e si vedono come dei «soldatini delle multe», mentre «non è dato rilevare l'esistenza di alcun progetto che ponga il Corpo in condizioni di affrontare i veri punti critici del territorio cittadino, a partire dall'ormai palese congestionamento del traffico». Tra l’altro, proprio lo Street Control è stato oggetto nei giorni scorsi di un accorato appello a Clemente da parte del Movimento Polizie Locali. «C’è un’ampia percentuale di errore – racconta Roberto Pardo, portavoce del movimento – Vengono sanzionate automobili in sosta momentanea, con il motore acceso, alcune addirittura in coda al traffico. Il computer non è il vigile, non ha capacità di ragionamento, di verifica. Multa e basta. E i cittadini non riescono a difendersi: la burocrazia dei ricorsi è così complessa che la stragrande maggioranza alla fine paga e basta». D’altronde, il business delle multe da codice della strada a Roma vale circa 280 milioni l’anno e dal 2010 al 2013 l’incasso per il Campidoglio è stato di oltre 1 miliardo di euro. Numeri importanti, per una delle poche voci di entrata «sicure» su cui le disastrate casse comunali possono contare realmente. Il malcontento dei vigili, tra l’altro è amplificato anche da una riorganizzazione interna che non li soddisfa appieno: l’accorpamento delle centrali radio, la mobilità interna dei funzionari nei gruppi e il mancato accordo sul contratto decentrato del pubblico impiego motivi che potrebbero portare allo sciopero generale della categoria. Ma le grane per il Campidoglio con le categorie non finiscono qui. Oltre ai vigili urbani, infatti, sul piede di guerra ci sono anche i tassisti, che il 17 novembre si riuniranno in assemblea generale per protestare contro «un’amministrazione insensibile nei confronti degli scempi presenti nel tpl non di linea». In particolare, il malcontento di Ugl, Cisal, Cisl, Uil, Ati e Usb nasce da «abusivismo incontrollato a Termini e Fiumicino, strade del tridente e Fori off limits per i taxi» e ora «la brutta visione dei risciò abusivi che scorrazzano indisturbati per la Città Eterna».
Vigili in rivolta: basta multe a raffica
Contestano lo street control, i servizi di autovelox e il comandante «Non siamo soldatini delle contravvenzioni» e minacciano lo sciopero
